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Borneo fai da te

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Se amate la natura, gli animali e fantasticate da sempre di viaggi avventurosi in giro per il mondo, probabilmente avrete sognato più di una volta un viaggio in Borneo fai da te. Se poi siete cresciuti a pane e romanzi di Emilio Salgari, un viaggio in questa terra meravigliosa è d’obbligo.

Come organizzare un viaggio in Borneo in autonomia? Cosa fare e vedere? Cosa è importante sapere prima (e non dopo)? Qui vi racconto del mio viaggio nel Sabah, lo stato settentrionale del Borneo malese.

Borneo malese: meglio Sabah o Sarawak?

Il Borneo è un’isola del Sud-est asiatico immensa – è la terza più grande al mondo dopo la Groenlandia e la Nuova Guinea – il cui territorio politico è suddiviso tra Indonesia, Malesia e Brunei. Per quanto riguarda la Malesia, ci sono due stati diversi: il Sarawak e il Sabah.

Prima di organizzare un viaggio nel Borneo dovrete quindi fare questa prima scelta: Sarawak o Sabah? Ovviamente il primo fattore di cui tener conto è il tempo: se avete a disposizione un tempo illimitato (informazione di servizio: in Malesia non serve visto ed è possibile restare liberamente all’interno del paese fino a un massimo di tre mesi), potete valutare di visitarli entrambi; se invece avete a disposizione le canoniche 2 o 3 settimane, in cui dovete incastrare anche la visita della Malesia continentale, allora dovrete fare una scelta.

Noi abbiamo deciso di visitare il Borneo in concomitanza del nostro viaggio in Malesia, di tre settimane in totale: abbiamo dedicato una settimana al Sabah e i restanti giorni alla Malesia continentale (Kuala Lumpur, isola di Penang, Cameron Highlands, Malacca) e a Singapore.

Il mio primo grosso dubbio è stato cosa scegliere fra Sabah e Sarawak. Entrambi hanno buoni collegamenti con la Malesia, entrambi hanno parchi rinomati per la conservazione degli animali, le cose da fare e vedere non mancano. Dopo aver letto e cercato in rete, alla fine la mia decisione è ricaduta sul Sabah, dove sembra esserci una concentrazione maggiore di animali: qui si trovano alcuni dei santuari faunistici più famosi al mondo (come il Bornean Sun Bear Conservation Centre e il Sepilok Orangutan Rehabilitation Centre).

Altri plus: nel Sabah si trova anche il monte Kinabalu (4.095 m), la vetta più alta del Borneo, e le coste sono bagnate dal mare di Celebes, il mare delle Filippine, che è splendido (il mare del Sarawak non è altrettanto bello).

Come organizzare un viaggio in Borneo fai da te

Come ci piace fare sempre, abbiamo scelto di fare un viaggio in autonomia: non ci siamo quindi appoggiati a nessun tour operator o agenzia né per le escursioni né per gli spostamenti. Siamo arrivati in Borneo con un comodo volo Air Asia da Kuala Lumpur e in mano solo la prenotazione dell’auto a noleggio e degli alloggi per i primi giorni (il resto è stato ultimato strada facendo).

Il nostro viaggio nel Sabah è durato una settimana: partenza e rientro da Kota Kinabalu, il capoluogo del Sabah, dopo aver percorso un percorso ad anello di circa 1.600 km.

Il noleggio dell’auto

Per il noleggio dell’auto ci siamo affidati a un sito internazionale di autonoleggio: per una settimana abbiamo speso circa 200€ per un’auto berlina (la categoria più diffusa nel Borneo) con Europcar, a cui abbiamo aggiunto circa 100€ per la copertura totale (cosa che di solito non facciamo, ma in questo caso si è rivelata molto utile).

Da quindi la domanda: ma come sono le strade nel Sabah? Documentandomi in rete mi ero fatta l’idea che le strade del Sabah fossero in condizioni più che buone, quindi ci siamo fidati.

Se state pensando anche voi di noleggiare l’auto nel Borneo, sappiate che è fattibile ma:

  • In Malesia (e quindi anche nel Borneo) si guida sulla sinistra;
  • Nel Sabah non ci sono autostrade o superstrade, le strade sono spesso tortuose;
  • I local non brillano in quanto a correttezza alla guida;
  • Le strade sono in buone condizioni nei pressi delle città, ma al di fuori delle città ci si può imbattere in tratti sconnessi e pieni di buche (la strada meridionale da Tawau verso Kota Kinabalu ha lunghi tratti sterrati);
  • Durante il nostro viaggio abbiamo incontrato solo un’altra coppia di turisti occidentali con la macchina a noleggio (ovvero l’opzione del fai da te non è così diffusa);
  • La buona notizia è però che la benzina costa pochissimo! (circa 50 centesimi al litro a maggio 2023)

Detto questo, se intendete noleggiare un’auto anche voi, vi consiglio di aggiungere la copertura assicurativa completa. Noi non abbiamo avuto incidenti, ma il secondo giorno, in viaggio da Ranau verso Sepilok, abbiamo bucato e tribolato non poco a trovare una stazione di polizia che ci scrivesse due righe sull’accaduto (come richiesto dalla compagnia di noleggio).

Altra cosa: se intendete percorrere l’anello del Sabah tornando dalla strada meridionale, è importante prestare attenzione al rifornimento di benzina. Da Tawau a Keningau c’è un lungo tratto senza stazioni di servizio. Altra informazione importante: gli sportelli bancomat sono pochi in tutto il Sabah e generalmente si paga in contanti.

La nostra idea iniziale era di prendere l’auto a noleggio a Kota Kinabalu e riconsegnarla a Sandakan o Tawau, da cui ripartire in aereo, ma non abbiamo trovato nessuna compagnia di noleggio auto che offrisse questa opzione.

Gli alloggi

Organizzarsi con gli alloggi è facile: quando siamo arrivati avevamo la prenotazione per le prime notti (tramite Booking) e abbiamo fatto le ultime prenotazioni strada facendo. Gli sono alloggi di vario livello (hotel, resort, guesthouse), tutti prenotabili con facilità sulle normali piattaforme.

Gli alloggi sono economici: per la nostra settimana nel Sabah abbiamo speso in totale 113€ in due. Abbiamo dormito perlopiù in guesthouse; l’alloggio più dispendioso è stato di 50€ a notte in due, quello più economico di 9€ (in due!).

I nostri alloggi sono stati:

  • Nel Parco nazionale del KinabaluKinabalu Valley Guesthouse, una guesthouse tradizionale molto basica ai piedi del Kinabalu (vedevamo la cima del monte dalla nostra camera);
  • A Sepilok: nel meraviglioso Sepilok Jungle Resort, un lodge nella foresta (con ristorante) a pochi minuti a piedi dai centri di recupero degli oranghi e degli orsi (li si può raggiungere anche a piedi);
  • Sul fiume Kinabatangan: presso il fantastico Sukau Backpackers B&B; potete partecipare direttamente ai tour sul fiume e nella foresta organizzati dal simpaticissimo proprietario;
  • A Semporna: presso la RTMS Guesthouse Semporna, una sorta di motel alle porte di Semporna (anche qui potete prenotare i tour e gli spostamenti verso le isole direttamente con il proprietario);
  • Keningau: presso il Super OYO 89375 Regent Hotel, un hotel anonimo giusto per la nostra notte di rientro verso KK.

Le cose da fare a vedere

Qui ovviamente è soggettivo in base al tempo che avete a disposizione, ai vostri gusti e preferenze. Noi abbiamo cercato di concentrare il più possibile in una settimana, ma devo ammettere che è stata una settimana molto intensa. Una settimana è a mio parere comunque la durata minima per visitare i luoghi più significativi del Sabah.

Tra le cose da non perdere:

  • Sepilok: qui si trovano alcune delle aree protette più importanti al mondo, come il Bornean Sun Bear Conservation Centre (dove potrete vedere gli orsetti del sole autoctoni del Borneo), il Sepilok Orangutan Rehabilitation Centre, che invece si prende cura di oranghi orfani o confiscati), ma anche il poco frequentato Labuk Bay Proboscis Monkey Sanctuary, dove vive una folta colonia di scimmie proboscide, così come lo spettacolare Rainforest Discovery Centre, visitabile anche con escursioni guidate in notturna;
  • Il fiume Kinabatangan, dove potete soggiornare in guesthouse e resort sul fiume, fare escursioni in barca all’alba, al tramonto o di notte e walking tour guidati nella foresta (se siete fortunati potete vedere anche elefanti in libertà, oltre che scimmie in abbondanza, coccodrilli e svariate specie di uccelli);
  • Arcipelago di Semporna: qui l’ideale è fare qualche escursione sulle isole oppure – ancora meglio – trascorrere qualche giorno di ozio in uno di questi paradisi tropicali al largo della costa;
  • Parco nazionale del Kinabalu: i più temerari possono organizzare la salita sulla vetta più alta del Borneo (da organizzare però con largo anticipo, con costi non proprio economici), i comuni mortali possono comunque accontentarsi di avventurarsi lungo i tanti piacevoli percorsi attraverso la foresta del parco (occhio sempre alle sanguisughe e alle zanzare).

Le tappe del nostro viaggio nel Sabah

E infine eccomi a raccontarvi in dettaglio il nostro itinerario di viaggio di una settimana nel Sabah.

Da Kota Kinabalu al Parco nazionale del Kinabalu (1 notte)

Siamo atterrati su Kota Kinabalu con un volo Air Asia da Kuala Lumpur (durata del volo 2 ore a 40 minuti). Abbiamo ritirato l’auto che avevamo già prenotato in aeroporto e ci siamo diretti subito verso il Kinabalu National Park (95 km, circa 2 ore di strada).

Il pomeriggio stesso e la mattina seguente abbiamo percorso in autonomia qualche sentiero all’interno del parco (l’ingresso è però a pagamento: circa 10€ a persona) e visitato il villaggio di Kundasang: se il cielo è sgombro, si ha una vista meravigliosa sul Kinabalu.

Sepilok (2 notti)

Il secondo giorno abbiamo ripreso la strada verso est fino a raggiungere Sepilok (221 km, circa 4 ore). Lungo il tragitto è carino fare una sosta al Sabah Tea Restaurant & Tea Shop, dove è possibile pranzare con vista sulle piantagioni del tè e acquistare il tè locale.

A Sepilok non c’è un centro vero e proprio, ma più che altro una serie di resort e hotel per i turisti che si spingono fin qui per visitare le aree di recupero degli animali. Come ho detto sopra i posti da non perdere sono 4: il Bornean Sun Bear Conservation Centre e il Sepilok Orangutan Rehabilitation Centre (che sono attigui quindi molto comodi da visitare), il Rainforest Discovery Centre (a 2 km dai primi due), e il Labuk Bay Proboscis Monkey Sanctuary, a 22 km da Sepilok.

Per la visita ai primi parchi valutate bene gli orari: il consiglio è quello di visitarli in concomitanza con i feeding times degli animali: alle 10:00 della mattina e alle 15:00 nel caso dei primi due, mentre per il Labuk Bay Proboscis Monkey Sanctuary in due diverse zone: alle 09:30 e alle 14:30 per la piattaforma A, alle 11:30 e alle 16:30 per la piattaforma B. Al di fuori di queste fasce orarie le possibilità di vedere gli animali sono più basse perché per via del caldo gli animali se ne stanno a dormicchiare nella foresta.

Il Rainforest Discovery Centre organizza un interessante walking tour notturno guidato dalle 18:00 alle 20:00 per cui serve prenotarsi entro le 17:00 (si paga solo in contanti): ve lo consiglio!

Sul fiume Kinabatangan (1 notte)

Dopo un viaggio di 100 km (1 ora e 45′ di strada), siamo arrivati a Sukau, sul fiume Kinabatangan, nel pomeriggio, giusto in tempo per partecipare all’uscita in barca del tramonto. Dopo cena abbiamo fatto il bis con l’uscita notturna e, visto che purtroppo soggiornavamo una sola notte, abbiamo partecipato anche all’uscita all’alba. Al di fuori di queste fasce orarie vengono organizzati walking tour guidati nella foresta. Abbiamo visto scimmie di diverse specie (anche scimmie proboscide), coccodrilli, buceri e martin pescatori.

L’unico mio rammarico? Essere rimasti solo una notte, perché questo posto tranquillo e silenzioso merita davvero!

Nell’arcipelago di Semporna (2 notti)

Altri 260 km (circa 4 ore di strada) e ci siamo spostati a Semporna. La città è trafficata e ha ben poco da offrire (anzi, diciamo che è proprio brutta), se non fosse che è la porta di accesso alle isole dell’arcipelago, che affaccia sullo strepitoso mare delle Filippine.

Qui abbiamo approfittato per fare un’escursione in giornata alle isole di Bohey Dulang, Mantabuan e Sibuan (prenotata direttamente tramite la nostra guesthouse). Con un piccolo trekking siamo saliti anche sulla cima dell’isola di Bohey Dulang, da cui la vista è davvero superlativa, e fatto dell’ottimo snorkeling in due zone diverse.

Da Tawau a Keningau

La giornata più impegnativa del viaggio è stata la penultima, che ci ha visto attraversare tutto il Sabah meridionale per tornare verso Kota Kinabalu (o “KK”, come la si chiama da queste parti): 450 km di strada non sempre in ottime condizioni, percorse in circa 7 ore di viaggio in totale.

Lasciati i centri abitati si attraversano ampi tratti di piantagioni di palme da olio (ahimè) – dove è però possibile imbattersi in qualche elefante (ci ho sperato tanto, ma purtroppo non è successo) – ma anche ampi tratti di foresta vergine. Abbiamo trascorso l’ultima notte a Keningau.

Da Keningau a Kota Kinabalu

Da Keningau a KK sono solo solo 100 km di strada (meno di due ore). Prima di salutare il Sabah abbiamo approfittato per fare una ultima tappa a Tenom, 40 km a sud di Keningau, dove è possibile visitare un paio di piantagioni di caffè e gustare dell’ottimo caffè locale (noi ci siamo fermati da Fatt Choi Coffee, che ha una bella vista sulla valle ed è anche resort).

Prima di rientrare in aeroporto abbiamo fatto una fugace capatina alla cascata Mahua, nei pressi di Tambunan: non potevamo concludere il nostro viaggio nel Sabah nel migliore die modi perché il posto è davvero splendido.

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6 comments

  1. complimenti bellissima descrizione e sicuramente un viaggio fantastico ogni dettaglio e stato descritto in modo stupendo un grazie per la sua perfetta precisione nel descrivere questi magnifici luoghi io mi sto copiando e catalogando tutti i suoi articoli spero che lei non si offenda ma sono una magnifica enciclopedia per me peccato per noi non avere magari in futuro la possibilità di visitare questi posti da favola ma in sincerità non mi fiderei di affrontare una magnifica esperienza simile Mia moglie purtroppo ha subito due interventi al cuore e bisogna fare molta attenzione per i nostri viaggi perchè dobbiamo se si viaggia andare in posti super protetti parlando della salute anzi se non la disturbo magari le chiederò qualche consiglio prossimamente comunque complimenti’ancora siete grandi in tutti i sensi un saluto dalle montagne della valle d’Aosta se in futuro avete l’occasione di venire da queste parti la parta di casa nostra e aperta a accoglierVi e sempre i benvenuti siamo nella valle del Cervino mitico scoglio di roccia vi salutiamo con affetto claretta e giuseppe

    • Gentilissimo Giuseppe, grazie come sempre per le bellissime parole, mi fanno molto piacere!
      Se passiamo dalle vostre parti non mancheremo di avvisarvi! a presto!

  2. Ciao sono Moira.. bellissimo viaggio! Vorrei andarci l’estate prossima…domanda…ma la regione costiera del Sabah è sicura?

    • Ciao Moira, grazie e benvenuta sul blog! 🙂
      La zona del nord del Sabah è sicura da girare da soli, il problema sono i pirati filippini che arrivano dal mare ma la costa è comunque controllata dalle autorità.
      Quindi non si respira un’atmosfera del tutto spensierata ma la situazione è sotto controllo.

  3. Grazie per le informazioni e complimenti per bella relazione! Volevo chiederti: ma quindi si possono visitare sepilok, sun bear center, rainforest e labuk bay da soli? Ovvero, di fatto ci sono percorsi/sentieri più o meno guidati che rendono semplice il raggiungimento delle piattaforme o punti di interesse? Inoltre, a quale strutture avete soggiornato a Kinabatangan? E’ la stessa struttura che organizza gite in barca?

    • Ciao Tiziano
      grazie e benvenuto sul blog!

      Certo, è tutto visitabile in autonomia senza alcun tipo di problema! Ci sono passerelle dove camminare con i percorsi da seguire, è tutto studiato per permettere alle persone di visitare in autonomia.
      A Kinabatangan abbiamo dormito nella stessa guesthouse con cui abbiamo fatto le gite in barca sul fiume, il Sukau Backpackers B&B. Il proprietario della guesthouse lui stesso gli ospiti durante i tour in barca e nella foresta (ed è gentile e super simpatico).
      Se hai altre info chiedimi pure!

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