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La Cambogia non è solo Angkor Wat

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Per molti Cambogia è semplicemente sinonimo di Angkor Wat ma non è così. E lo sapevo fin dall’inizio, così, potendo scegliere, ho preferito dedicare le mie 2 settimane a disposizione solo ed esclusivamente a questo meraviglioso paese.

Spesso i turisti che visitano la Cambogia lo fanno solo di sfuggita, perché di passaggio in Thailandia o in Vietnam e si limitano a visitare i templi di Angkor. È un peccato.

Io ho voluto dedicarmi esclusivamente ad un singolo paese – la Cambogia appunto – perché accumunare più paesi in un unico viaggio mi sembra incoerente e non soddisfacente. Ogni paese ha la propria storia da raccontare, la propria cultura, proprie tradizioni, caratteristiche uniche che vanno indagate e assaporate singolarmente. La Cambogia non è la Thailandia, che non è il Vietnam e neanche il Laos. Popoli tra l’altro in guerra tra loro fino a pochi anni fa, rivali e gelosi delle proprie storie e della propria cultura.

Se avete tempo, se avete le possibilità – e qui lo ripeto – non limitatevi sono ad Angkor Wat. La Cambogia non è solo Angkor Wat. Gli stessi templi di Angkor non sono solo Angkor Wat. Ma c’è molto altro.

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La Cambogia è anche una natura sconfinata e selvaggia da esplorare, da scoprire facendo trekking, in barca o in bici (visitare i templi di Angkor in bici è fantastico), con aree e riserve naturali, fiumi (non potete perdervi la navigazione sul mitico fiume Mekong), il Tonle Sap, il lago più grande del sud-est asiatico con i suoi villaggi galleggianti, i villaggi di pescatori, un’abbondante avifauna (la Cambogia è la meta ideale anche per gli amanti del bird-watching), specchi d’acqua colorati dalle ninfee, risaie e palmeti, colline e giungla ancora inesplorata, ma anche città in rapido fermento (prima di tutto la sua capitale Phnom Penh), servizi turistici in ascesa (soprattutto nei dintorni di Siem Reap), bellissimi e coloratissimi templi e monasteri buddisti.

 

La Cambogia è anche e soprattutto gente cordiale e tranquilla, povera ma dignitosa, che è purtroppo ancora segnata per aver molto subito e sofferto negli anni del genocidio e della guerra, ma che nonostante tutto sorride. Visitare la Cambogia significa anche conoscere la sua storia e il suo passato recente di stermini e torture di massa, di mine ancora inesplose e mutilati, di sofferenze atroci, in un paese in cui 1/3 della popolazione è stato sterminato per mano di un folle omicida schiavo dell’ideologia più estrema: Pol Pot.
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Visitare la Cambogia significa anche visitare il Museo delle Mine non lontano da Siem Reap, i campi di sterminio appena fuori Phnom Penh e Tuol Sleng, un tempo scuola e ora museo del genocidio, casa degli orrori: la visita è un’esperienza forte e toccante ma dovuta. Dovuta alla Cambogia e al suo popolo, per rispetto loro e per conoscenza nostra.
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2 comments

  1. Percorsi bellissimi e viaggio da viaggiatore vera.
    Viaggiare non è solo vedere le bellezze ma rivivere anche la storia del posto compreso i terribili momenti delle guerre

  2. Purtroppo conoscere la Cambogia significa anche conoscere la sua triste storia.. un atto cmq dovuto ad un popolo così sereno e dignitoso come quello cambogiano.Luoghi terribili, storie atroci che però non si possono tralasciare.

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