




Chi mi conosce bene lo sa: almeno una volta all’anno, devo tornare in Grecia. Uso il verbo dovere non a caso, perché ciò che sento è proprio una necessità naturale, qualcosa che mi chiama tutti gli anni per andare a scoprirne un nuovo pezzetto.
Quest’anno è stato il turno di Corfù, la più settentrionale delle isole Ionie, di cui avevo già visitato Cefalonia, Lefkada e Zante. In realtà, io a Corfù ci ero già stata, nel 2019, ma solo di sfuggita, senza riuscire a esplorare gli angoli più remoti che tanto mi ispiravano. Ripresentatami l’occasione.. l’ho colta al balzo!
Ecco che quindi sono pronta a raccontarvi per filo e per segno le tappe che non dovreste perdere durante una vacanza di una settimana a Corfù.
Quanti giorni stare a Corfù
Partiamo subito dalla durata della vacanza, fattore cruciale da cui iniziare per la pianificazione della propria vacanza sull’isola. Quanti giorni sono consigliabili? Una settimana a Corfù è una durata giusta?
Diciamo subito che l’isola è abbastanza piccola. Non è così vasta come Creta (dove una settimana è del tutto insufficiente per esplorarla bene), ma nemmeno così minuscola. Corfù copre una superficie di circa 592 km², con una lunghezza di circa 60–70 chilometri da nord a sud e una larghezza massima di 30.
I chilometri possono anche sembrare pochi, ma il problema non è tanto la dimensione dell’isola, quanto la sua conformazione, aspra: pianeggiante nella sua punta più meridionale, è prevalentemente montuosa, con strade tortuose e strette soprattutto a nord-ovest, che possono richiedere più tempo del previsto per gli spostamenti.
In generale direi che una settimana a Corfù è una giusta misura per una vacanza itinerante in cui godersi le spiagge, ma fare anche altro (visitare i paesi, Corfù Town, i punti panoramici, …). Se invece volete dedicarvi ogni giorno a una spiaggia diversa, beh, dovete mettere in conto molti più giorni! Le spiagge ufficiali sono infatti una cinquantina, ma contando anche le calette più impervie, raggiungibili solo in barca, il numero sale parecchio.
Le spiagge più belle di Corfù

Le spiagge dell’isola sono numerose, ma anche molto diverse a seconda della zona: ce ne sono di lunghe e sabbiose, altre di ghiaia o ciottoli fini, alcune con il fondale che degrada molto dolcemente e altre con l’acqua subito profonda. Ci sono molte spiagge facili da raggiungere anche in auto e calette raggiungibili solo a piedi o solo in barca.
Inoltre c’è una grossa differenza tra costa orientale e occidentale: la costa orientale è più sviluppata e a misura di turista, piena di hotel e zone turistiche, e con acque più calme e calde; la costa occidentale, invece, è più frastagliata e alcune spiagge richiedono un o sforzo in più per essere raggiunte.
Qui vi suggerisco le spiagge più belle e interessanti zona per zona (che ho testato di persona).
Spiagge a nord


Le spiagge della costa settentrionale offrono una grande varietà di paesaggi e tipologia, da quelle dei fondali tranquilli del nord-est alle calette di ciottoli contornate di falesie nel nord-ovest.
Andando da nord-est a nord-ovest, vi consiglio:
- Kanoni: tra le spiagge più famose di Corfù, è una splendida caletta rocciosa fatta di ciottoli bianchi e acque cristalline, posto ideale dove fare snorkelling; visto che è molto frequentata, vi consiglio di andarci la mattina presto e parcheggiare lungo la strada fuori dal centro di Kassiopi e quindi raggiungerla a piedi.
- San Spiridone: alle spalle di una piccola laguna, attrezzata e libera allo stesso tempo come sempre in Grecia, ha acque tranquille e calde; anche se non è molto grande offre un paio di buone taverne dove fermarsi per pranzo.
- Gialiskari: tranquilla e poco frequentata (anche con zona nudisti), ha sabbia e sassi, non è attrezzata ed è priva di servizi.
- Apotripiti: poco distante dal Canal d’Amour, incastonata tra le falesie, è molto suggestiva anche se l’acqua tende a essere torbida per via della pietra calcarea. Non ci sono servizi nemmeno qui.
Spiagge a ovest





Qui l’elenco si fa lungo, perché la costa occidentale di Corfù è, senza se e senza ma, quella più interessante dal punto di vista delle spiagge. Il mio non è un elenco esaustivo, perché alcune spiagge sono raggiungibili solo in barca (barca che io non ho preso). Vi nomino qui solo quelle che ho selezionato e visto personalmente.
Andando da nord-ovest e sud-ovest:
- Loggas Beach: sferzata dal vento e dalle correnti, la spiaggia più settentrionale della costa occidentale è diventata purtroppo impraticabile (resta solo qualche sperone di roccia sopra al mare), ma consiglio di farci comunque una sosta, magari al tramonto, per ammirare lo spettacolo delle falesie a strapiombo sul mare (e se volete un posto trendy per l’aperitivo c’è il Glass Skywalk @7th Heaven Cafe, punto tattico da cui ammirare il tramonto);
- Agios Stefanos e Katevasidi: Agios Stefanos di per sé non è nulla di che, ma se oltrepassate la spiaggia attrezzata con ombrelloni e lettini verso nord e raggiungete la spiaggia di Katevasidi, il discorso cambia. Qui c’è pace, silenzio e un mare cristallino (anche se non ci sono cartelli a indicarlo, è una zona anche per nudisti).
- Porto Timoni: senza dubbio la spiaggia più famosa di Corfù, richiede qualche sforzo per arrivarci (20-30 minuti su un sentiero tra le rocce che richiede scarpe chiuse), ma ne vale assolutamente la pena. Le spiagge sono in realtà due, affacciate su i due lati opposti del promontorio, egualmente belle (un filo più sabbiosa a sud), ma con una costante: l’acqua fredda. Andateci prima che potete: se arrivate dopo le 11:00 la situazione diventa invivibile e potreste non riuscire a stendere il vostro asciugamano. Portate con voi acqua e cibo perché non c’è nessun servizio.
- Agios Georgios: il posto ideale dove pranzare dopo essere stati a Porto Timoni, ampia e tranquilla, vanta lo stesso bellissimo mare cristallino (anche qui l’acqua è freddina), ma con qualche comodità in più.
- Paleokastritsa: una delle zone più blasonate e amate di Corfù, non corrisponde a una spiaggia sola ma a un insieme di cale e calette minuscole e sempre affollate. Mi raccomando, intanto che siete lì visitate anche il Monastero di Paleokastritsa, ospitato sul promontorio.
- Liapedes e Rovinia: due calette abbastanza piccole, ma degne di nota, la prima offre servizi (e prezzi anche abbastanza elevati per gli standard dell’isola), mentre la seconda è totalmente libera e accessibile percorrendo qualche centinaio di metri in discesa (che poi però diventano salita). Attenzione: meglio non scendere con l’auto alla spiaggia (a meno che si abbia un 4×4).
- Giali Beach: in assoluto la mia preferita di tutta l’isola! Selvaggia e solitaria, con un mare splendido, non offre niente ma ha tutto. Unico neo: la si raggiunge percorrendo un sentiero aspro che nell’ultimo pezzo comporta l’uso delle mani e l’utilizzo di qualche corda (scarpe da trekking consigliatissime).
- Mirtiotissa: l’avevo visitata nel 2019 e mi era molto piaciuta; ora l’ho trovata molto erosa dal mare anche se ancora comunque molto spartana e selvaggia (anche qui, non scendete con l’auto alla spiaggia ma lasciatela sopra, al parcheggio).
- Glyfada: è una della più famose, è facile da raggiungere ed è ricca di servizi; vi consiglio di spingervi nella parte più settentrionale, accanto alle scogliere, dove l’acqua è calma e riparata, perfetta per lo snorkelling.
- Kontogialos: ampia e dai fondali bassi, adatta per le famiglie, offre ogni tipo di servizio.
- Agios Gordios: è una delle località più turistiche della costa occidentale, la spiaggia è prevalentemente attrezzata ed è adatta a chi cerca le comodità (è piena di ristoranti e alloggi). Un consiglio: se arrivate da nord fermatevi al punto panoramico lungo la strada (l’Agios Gordios Viewpoint) perché la vista è meravigliosa (diciamolo, la spiaggia è molto più bella vista dall’alto).
Spiagge a sud


Lasciato il paesello di Agios Matheos, le montagne lasciano il passo alla pianura, una pianura punteggiata di olivi, alberi e coltivazioni di frutta. Il panorama diventa meno accattivante, ma ci sono un paio di spiagge molto carine. In particolare proprio due:
- Halikounas: questa spiaggia ha la particolarità di estendersi per almeno un paio di chilometri alle spalle di una laguna (dove in alcuni periodi dell’anno potete scorgere i fenicotteri rosa). Lontana dai centri abitati, è tranquilla e beata, ma ha anche un paio di bar sulla spiaggia dove noleggiare lettino e ombrellone (e ammirare il tramonto).
- Arkoudillas: il punto più a sud di tutta l’isola, è stata una delle spiagge che più ho apprezzato. Ci si arriva tramite una strada sterrata percorribile con qualche attenzione. La sabbia è dorata e l’acqua scende dolcemente; è anche possibile affittare ombrellone e lettino per pochi euro. Nei pressi della spiaggia si trova Capo Asprokavos, la punta più meridionale dell’isola.
Spiagge a est

Qui invece l’elenco sarà assai breve… brevissimo! La costa orientale di Corfù è la meno interessante in fatto di spiagge: salvo qualche eccezione a nord, man mano ci si avvicina a Corfù Town le spiagge sono molto sfruttate e il paesaggio deturpato da paesi a vocazione molto turistica (sto parlando in particolare delle zone tra Ipsos e Dassia).
Scendendo a sud di Corfù Town, le spiagge sono molto rosicchiate dal mare e quasi inesistenti (ma in compenso in zona Petriti ci sono alcune taverne sul mare dove mangiare dell’ottimo pesce).
Le mie uniche eccezioni per la costa orientale sono:
- Kalamaki: a nord- est, lunghissima, sabbiosa, dal fondale molto basso e acque calde, poco frequentata e facile da raggiungere in auto.
- Barbati: con acque calde e calme, anche se di ciottoli, è molto frequentata e apprezzata per le comodità e i servizi.
Corfù Town


Il capoluogo dell’isola è una cittadina di 40.000 abitanti che ospita il porto principale dell’isola (se arrivate in traghetto dall’Italia, attraccherete qui) e un centro storico molto fotogenico, che porta ancora ben impresso il suo passato e lo stile veneziano.
Tra le cose da vedere in città:
- La Fortezza Vecchia: costruita dai Veneziani su uno sperone di roccia dove sorgeva il nucleo originario della città, permette di visitare i bastioni, i fossati, il faro, la Chiesa di San Giorgio e regala una vista completa sul mare e sulla città.
- La Spianáda, l’antica Piazza d’armi, è fiancheggiata dal Liston, un elegante complesso con portici, palazzi e caffè storici.
- La cattedrale della Madre di Dio Spiliotissa, ortodossa, costruita nel 1577.
- L’affascinante guazzabuglio di vicoli che compone il centro storico di epoca veneziana, con vie pedonali, negozi di souvenir, chiese e piccole piazze.
I punti panoramici
Anche se non vanta un luogo da prima pagina come Navagio Beach a Zante, come ogni isola greca che si rispetti, anche Corfù vanta dei punti panoramici davvero notevoli che vale la pena visitare.
Questi sono i luoghi che non potete perdervi mentre siete sull’isola:
Capo Drastis

Lungo le imponenti falesie della costa settentrionale, Capo Drastis è il punto più a nord dell’isola e vale la pena andarci per gli stupendi panorami che regala. Panorami che sono un susseguirsi di insenature, lingue di sabbia e rocce modellate dal mare (non è un caso che Lord Byron le avesse paragonate alle bianche scogliere di Dover).
Anche qui, vale il consiglio di andarci la mattina presto per non avere problemi con il parcheggio e potersi gustare la vista senza troppo affollamento e indossare scarpe comode (preferibilmente chiuse): lasciata l’auto dove finisce la strada asfaltata, si prosegue a piedi lungo una strada sterrata che porta ai punti panoramici (tenendo la sinistra) o alla piccola spiaggia dove è possibile noleggiare una barca con conducente per fare il giro del promontorio.
Monte Pantokrator


Dall’alto dei suoi 911 metri, il Monte Pantokrator è la montagna più alta dell’isola. Lo si raggiunge tranquillamente in auto lungo una strada tortuosa che nell’ultimo tratto è un susseguirsi di svariati tornanti.
In cima troneggia il Monastero di Pantokrator, fondato nel XIV secolo, con un cafè panoramico che si apre su viste a perdifiato sulla costa albanese al confine con la Grecia. Scendendo tra le antenne del monte, si apre anche una bella vista su Corfù Town.
Canal d’Amour

È uno dei luoghi più emblematici di Corfù, anche se si fa presto a restar delusi visto che è assediato da bar, ristoranti e strutture per turisti. Se siete di passaggio da Sidari, vale comunque una sosta: si tratta di un insieme di formazioni rocciose, ondulate per azione del vento, fatte di argilla che si protendono verso il mare formando un canale naturale.
Si può scendere e fare il bagno anche se non c’è una vera e propria spiaggia (la spiaggia più vicina è quella di Apotripiti, raggiungibile anche a piedi in pochi minuti).
Achilleion


Tra le architetture più famose dell’isola, il Palazzo dell’Achilleion fatto costruire dall’Imperatrice Elisabetta d’Austria alla fine dell’800. Situato 10 km a sud di Corfù Town, era la residenza dove Sissi amava ritirarsi in pace per fuggire dalla rigida corte di Vienna. Al suo interno, le stanze sono riccamente decorate e colme di opere d’arte, oggetti personali (di Sissi e del successivo proprietario, il Kaiser Guglielmo II) e affreschi (in primis Il Trionfo di Achille sul soffitto del salone principale). All’esterno, si trovano i sontuosi giardini imperiali con vista sul mare.
Se volete visitarlo controllate bene prima sul sito ufficiale: al momento in cui scrivo (agosto 2026) gli interni del palazzo non sono visitabili perché sottoposti a un importante lavoro di restauro. Sono visitabili solo i giardini esterni.
Kaiser Throne

Appena fuori dal caratteristico paesino di Pelekas, nella zona centro-occidentale di Corfù, il Kaiser Throne è un famoso punto panoramico che sorge sulle pendici di una collina a 270 metri sopra il livello del mare. La sua particolarità? La vista si apre su entrambi i lati dell’isola.
E perché questo nome? Il Kaiser Throne era il rifugio panoramico in cui l’imperatore tedesco Guglielmo II (1859-1941) amava isolarsi per meditare, trovando sollievo nella quiete del luogo e nella bellezza dello scenario circostante. Nel 1907 il kaiser acquistò il famoso Achilleion, il palazzo fatto costruire dall’Imperatrice Elisabetta d’Austria alla fine dell’800 (di cui parlo appena sopra).
Monastero di Panagia Vlacherna

Le cartoline non le compra più nessuno, ma se qualcuno dovesse mandarvene una da Corfù probabilmente ci trovereste sopra la foto del Monastero di Panagia Vlacherna, poco fuori Corfù Town.
È una minuscola chiesa bizantina dell’XI secolo, edificata sui resti di un monastero con pietre di recupero, molto caratteristica perché quasi sospesa sul mare. Meta di pellegrinaggi, conserva le icone e le tombe dei santi a cui è intitolata. Nel ‘900 è stata unita alla terraferma da un pontile pedonale.
Come spostarsi sull’isola

Spostarsi sull’isola di Corfù – come su tutte le isole greche – richiede una certa libertà, che i mezzi pubblici purtroppo non possono dare. Per potersi muovere in autonomia, spostandosi senza problema da una zona all’altra dell’isola, la cosa migliore è noleggiare un’auto.
Uno scooter o un quad possono essere una soluzione adatta per brevi spostamenti in esplorazione alle spiagge della zona dove vi trovate, ma per gli spostamenti più lunghi è assolutamente necessaria un’auto.
La cosa migliore è optare per una macchina piccola, visto che le strade dell’isola sono tortuose e spesso strette, e trovare parcheggio non è sempre così scontato.
Conviene prenotare l’auto? Il mio suggerimento è prenotarla in anticipo e non sul posto. Non appena avete acquistato i biglietti aerei, bloccare la macchina dovrebbe essere subito il passo successivo.
Per farlo, vi raccomando a occhi chiusi DiscoverCars: è una piattaforma super affidabile che utilizziamo personalmente da anni con la massima soddisfazione. Garantisce sempre il miglior rapporto qualità-prezzo sul mercato e permette di prenotare in totale serenità, grazie alla cancellazione gratuita e al rimborso completo fino a 48 ore prima del ritiro del veicolo.
Fare una gita in barca
Un’altra modalità di trasporto che ben si presta è la barca, sia per esplorare le spiagge lungo la frastagliata costa occidentale di Corfù, ma anche per fare qualche escursione alle isole vicine. Le principali isole dell’arcipelago delle Ionie sono invece parecchio distanti (la più vicina, Lefkada, richiede un viaggio in traghetto di circa 6 ore).
Ci sono però altre isole nei dintorni visitabili con escursioni in giornata da Corfù:
- Paxi e Antipaxi: visitabili con un’unica escursione in barca con partenza da Corfù Città e da Lefkimmi, si trovano a sud di Corfù, hanno un mare meraviglioso e sono l’escursione più proposta a Corfù;
- Isole Diapontie: le isole di Erikoussa, Othonoi e Mathraki si raggiungono principalmente in traghetto dal porto di Corfù Città o dai porti minori nel nord dell’isola come Sidari e Agios Stefanos; è possibile raggiungerle con traghetti di linea (Kerkyra Lines) o tour privati in barca o yacht.
Dove dormire a Corfù


Se volete godervi l’isola in tutta la sua bellezza, vi consiglio di cercare un alloggio sulla costa occidentale: le strade sono tortuose e le salite infinite, ma sarete ricompensati dalle spiagge più belle, la vista tramonto e, se vorrete, la pace e la serenità che i veri amanti del mare apprezzano.
Noi abbiamo suddiviso la nostra settimana a Corfù alloggiando in due zone diverse: i primi giorni a nord, vicino a Sidari, per essere vicini alle spiagge più belle della zona nord-occidentale, e quindi a Pentati, un paesello di montagna più a sud, ma sempre a ovest dal sapore completamente diverso (ma spettacolare).
Questi sono stati i nostri alloggi (molto diversi l’uno dall’altro):
- A Sidari presso il Joy Hotel, un hotel con camere di diversa tipologia ma comunque attrezzate come se fossero uno studio (c’è anche il frigo e l’occorrente per mangiare), con piscina privata e ristorante dove pranzare/cenare e fare colazione. Si trova in una zona molto tranquilla, nel verde, anche se a pochi minuti dal centro di Sidari (pieno di ristoranti e servizi di ogni tipo) e dal Canal d’Amour.
- A Pentati presso il Dielino Amazing Sunset View, un appartamento meraviglioso di 120 mq, con due camere da letto (possono starci comodamente quattro persone), salotto, cucina attrezzata di qualsiasi cosa, bagno e un terrazzo loggiato con vista direttamente sul mare e secondo terrazzino. I proprietari sono persone squisite e ci siamo trovati veramente bene. Aggiungo che il paesello di Pentati, minuscolo, dalle strade strette ma panoramicissimo, vanta una manciata di taverne di tutto rispetto dove si mangia molto bene (e da dove si può ammirare un tramonto stratosferico).

Claudia Moreschi 

