




Lungo e solitario, in posizione defilata quasi alla “fine del mondo”, il Cile è un Paese di grandi ricchezze in termini di paesaggio e cultura, storia e natura, davvero difficili da trovare altrove. A maggio, in quello che da quelle parti è l’autunno australe, ci siamo concessi un tour nel Cile del nord: sono state due settimane intense e inaspettate che ci hanno regalato delle gran belle sorprese.
Curiosi di saperne di più? Qui vi racconto come è andata e vi do un po’ di consigli utili!
Perché fare un tour nel Cile del nord

Il Cile è un Paese particolare, dai molti curiosi primati: con la sua forma allungata stretta tra l’Oceano Pacifico e le Ande è il paese più lungo al mondo (tocca i 4.300 km in lunghezza con una larghezza media di appena 180), che lo porta ad abbracciare climi e habitat meravigliosi molto diversi fra loro (si va dall’aridissimo deserto di Atacama a nord alla zona temperata del centro (dove cresce la vite), fino alle fredde foreste pluviali, ai fiordi e ai ghiacciai della Patagonia a sud).
Ma non solo: è il paese con il maggior numero di vulcani attivi del pianeta (se ne contano oltre 500), ospita il luogo più arido in assoluto (lo splendido Deserto di Atacama) nonché il centro abitato più a sud del globo (situato sull’Isola Navarino, nella Terra del Fuoco).
E c’è di più: ha una delle economie più forti e stabili del Sud-America, che ne fa uno dei paesi più prosperi insieme a Brasile e Uruguay (aggiungo che non è tra i paesi sud-americani più a buon mercato). Ahinoi, però, non è esente da ferite: la dittatura militare di Augusto Pinochet (1973-1990) ha lasciato uno strascico doloroso che si fa sentire ancora oggi.
Infine l’attitudine molto rispettosa, quasi “teutonica” dei suoi abitanti, che mai ti aspetteresti: tranquilli e poco “caciaroni”, i cileni sono molto distanti dallo stereotipo del sudamericano chiassoso e incurante delle regole. Tutt’altro: tutti rispettano i limiti di velocità, nessuno suona il clacson senza motivo, si fanno attraversare le persone sulle strisce. Insomma, i cileni ci sono apparsi molto più civili ed educati di tanti italiani.
Ma ora veniamo a noi: ecco i dettagli sul nostro tour nel Cile del nord di due settimane!
Il nostro itinerario di due settimane nel Cile del nord


Una premessa: il nostro viaggio (che si è svolto tra maggio e giugno 2026) avrebbe dovuto coprire il Cile del nord e un pezzo di Bolivia (Salar De Uyuni, La Paz e Lago Titicaca). Purtroppo i pesanti scioperi e blocchi stradali iniziati in Bolivia il 1° maggio 2026 non ci hanno permesso di proseguire il nostro viaggio al di là di Uyuni come invece avremmo voluto.
L‘aspetto negativo è che abbiamo dovuto rinunciare all’esplorazione della Bolivia (ci torneremo più avanti). L’aspetto positivo, tuttavia, è che abbiamo avuto modo di esplorare in lungo e in largo il Cile del nord.
Ecco quelle che sono state le tappe del nostro viaggio di due settimane nel Cile del nord:
- Due giorni in centro città a Santiago del Cile, la capitale del Paese
- Due giorni nei dintorni di Santiago: con un’auto a noleggio abbiamo visitato la Valle del Maipo (con il famoso Cajón del Maipo), la Valle del Colchagua (i vigneti intorno a Santa Cruz), la casa di Pablo Neruda a Isla Negra, sull’oceano, e la città di Valparaiso, Patrimonio dell’Unesco;
- Volo da Santiago a Calama e auto a noleggio con spostamento a San Pedro de Atacama;
- Quattro giorni di esplorazione nel Deserto di Atacama;
- Tour organizzato di tre giorni/due notti nel Salar de Uyuni, in Bolivia;
- Rientro da Uyuni a San Pedro de Atacama, bus per Calama quindi bus per Iquique;
- Due giorni a Iquique quindi volo di rientro su Santiago
Cosa vedere in un tour nel Cile del nord
Cosa fare e vedere durante un tour nel Cile del nord? Ok, c’è Santiago, il Deserto di Atacama, ma poi? Qui vi racconto in dettaglio le tappe che potreste inserire anche voi nel vostro itinerario di viaggio.
Santiago del Cile


Un viaggio nel Cile del nord non può che prendere avvio da Santiago, la capitale, dove vive oltre il 35% della popolazione del Paese. Fondata dal conquistador spagnolo Pedro de Valdivia il 12 febbraio del 1541 sulle rive del fiume Mapocho, fa convivere architetture moderne e palazzi storici, che spesso hanno dovuto fare i conti con terremoti devastanti.
Tra le cose da vedere in centro a Santiago:
- Plaza de Armas, piazza principale e fulcro della città
- Il Museo de arte Precolombino che ospita ornamenti in oro, maschere cerimoniali, tessuti e sculture realizzati da civiltà precolombiane come i Maya, gli Aztechi, gli Inca
- Il mercato centrale, un tripudio di pesce e crostacei, posto ideale dove fermarsi a pranzo o cena
- Il Palacio de la Moneda dove ogni giorno alle 10:00 si tiene il cambio della guardia
- Le due colline cittadine: il Cerro de Santa Lucía e il Cerro de San Cristóbal
- La Chascona, una casa unica nel suo genere fatta costruire da Pablo Neruda per Matilde Urrutia
- Il Museo della Memoria e dei Diritti Umani, un grande spazio espositivo visitabile gratuitamente che ripercorre gli anni della dittatura militare e le tristi vicende dei desaparecidos
- Il Barrio París-Londres, con le sue stradine acciottolate e l’architettura di ispirazione europea
- Il Barrio Bellavista e il Barrio Bellas Artes, quartieri pieni di locali e ristoranti, ideali per degustare il vino cileno e darsi alla movida notturna.
Ho parlato in dettaglio delle cose da fare e vedere a Santiago del Cile qui.
Valle del Maipo


Basta spostarsi di circa una quarantina di chilometri dal centro di Santiago per ritrovarsi in una delle zone di produzione vitivinicola più famose del Cile. Qui si può assaggiare il Cabernet Sauvignon e l’apprezzato Carmenère locale, ma la zona è famosa soprattutto per l’escursione al Cajón del Maipo, un canyon ai piedi delle Ande che nei weekend richiama migliaia di santiaguinos (ma anche turisti).
Da Santiago noi abbiamo percorso la strada che attraversa tutta la valle, con sosta al San José de Maipo, su su fino a Baños Morales (a quota 2.200 metri), dove termina la strada. Qui ci siamo ritrovati estasiati ai piedi dell’imponente vulcano San José (5.856 metri), al confine con l’Argentina.
Avendo più tempo a disposizione sarebbe una buona idea dormire in zona (ci sono diversi camping e bungalow), testare i bagni termali (come le Terme Valle de Colina) o uno dei diversi sentieri escursionistici (come quello che conduce alla Cascada de las Animas).
Valle de Colchagua
Circa 130-160 chilometri a sud di Santiago si trova la Valle de Colchagua, famosa per essere la zona numero 1 in Cile per la produzione vitivinicola. Il centro principale è la cittadina di Santa Cruz, dove si trova anche un piccolo Museo del vino, uno spazio di 2.000 m² dedicato alla storia della vitivinicoltura mondiale.
Il paesaggio qui è pianeggiante e ricoperto di vigne e coltivazioni di frutta. Se non siete appassionati di vino vi consiglierei di passare oltre, se invece siete interessati vi consiglio di venirci per una visita con degustazione a una delle cantine della zona (qui trovate l’elenco di tutte le cantine).
Isla Negra


Se non siete amanti del vino ma di letteratura (o magari di tutte e due), vale la pena spingersi fino alle coste dell’Oceano Pacifico per visitare Isla Negra, un centro abitato a poco più di 100 chilometri da Santiago che lega il suo nome a quello emblematico di Pablo Neruda.
Qui nel 1938 Neruda acquistò quella che all’epoca era solo una casupola in pietra per trasformarla in una residenza sontuosa ed eccentrica, dove amava ritirarsi con la terza moglie Matilde Urrutia e invitare gli amici. Nacque così la Casa de Isla Negra, una casa-museo traboccante di arte e storia con un caffè-ristorante davanti al mare che è la fine del mondo (peccato solo non si possano fare foto all’interno della casa).
Valparaíso


Con il suo centro storico patrimonio dell’Unesco, Valparaíso vale il viaggio, ma preparatevi a strade tortuose, ripide e strette (la città si sviluppa su 42 colline), case diroccate e palazzi bellissimi incrostati dal tempo (e dall’incuria: peccato!).
Il centro storico si snoda attorno a Plaza Sotomayor, la piazza principale prospiciente il mare e ai piedi del cerro Cordillera, dove troneggia il Monumento agli Eroi di Iquique. A pochi passi si trova il porto, uno dei principali del Cile.
Se a Santiago avete apprezzato la Chascona, e magari anche la Casa de Isla Negra, non potete non fare il tris visitando anche la terza casa-museo di Neruda: la Sebastiana di Valparaíso. Questa volta siamo in collina, sul Cerro Bellavista, con una vista che spazia quasi a 180° sull’oceano; la scala si sviluppa su più livelli, fra strette scale, immancabili eccentrici pezzi d’arte e di storia vissuta che sembrano ancora parlare di Neruda.
San Pedro di Atacama


Nonostante la sua fama, San Pedro de Atacama (per gli amici semplicemente “SPA“) è poco più di un villaggio impolverato nel deserto, il mitico Deserto di Atacama (che non si estende solo nei suoi paraggi ma arriva fino al Perù).
SPA è il luogo dove fare base (per almeno 3/4 giorni) per andare in esplorazione in quello che è uno dei deserti più aridi al mondo. Sparsi intorno al villaggio ci sono diversi siti da visitare, tra lagune, salar (saline naturali), antichi insediamenti, formazioni rocciose, vallate che sembrano uscite da un film di fantascienza, vulcani, geyser e fumarole attivi, canyon e i cieli limpidissimi (non a caso ospita la concentrazione più alta e potente di telescopi al mondo).

Tra i siti naturalistici da visitare:
- Valle della Luna
- Valle de Marte
- El Tatio Geysers
- Valle del Arcoiris e Garganta del Diablo
- Valle dei Cactus e terme di Purilibre
- Pukarà de Quitor
- Piedras Rojas, Laguna Miscanti e Miñiques
- Salar de Atacama
- Monjes de la Pacana
- Lagunas Escondidas de Baltinache
Ogni sito prevede un biglietto di ingresso, che in molti casi sono acquistabili anche in anticipo. Detto questo ci sarebbero molte cose da dire su SPA e dintorni, ma ci dedicherò un post dettagliato più avanti!
Salar de Uyuni


È possibile visitare il Salar de Uyuni, la più grande distesa salata al mondo, con un tour organizzato con partenza e rientro a SPA (transfer inclusi) oppure organizzarsi in autonomia acquistando i biglietti del bus da Calama a Uyuni su uno dei tanti portali (noi abbiamo usato Ticketsbolivia).
Visitare il Salar de Uyuni in autonomia è invece alquanto sconsigliato: non ci sono vere e proprie strade, mancano cartelli stradali e punti di riferimento e le strade sono spesso malmesse e sassose (noi abbiamo bucato anche se avevamo una jeep 4×4 bella robusta).
La cosa migliore per organizzare un tour nel Salar de Uyuni è quella di contattare una agenzia boliviana con sede a Uyuni (noi abbiamo contattato Tours Trans Andino e ci siamo trovati molto bene). Non vale comunque la pena dedicare troppo tempo alla scelta del tour operator perché quando il numero di partecipanti è basso, le diverse agenzie accorpano le persone tra loro; quindi potreste prenotare con una agenzia e ritrovarvi a fare il tour con un’altra.
Noi abbiamo fatto il tour classico di 3 giorni e 2 notti che copre il Salar de Uyuni e le zone circostanti. Le uniche differenze sono nella tipologia di alloggio (camera privata o condivisa), la lingua del tour (spagnolo o inglese) e la durata (in genere da 1 a 4 giorni); per il resto tutti visitano le stesse identiche cose (ovvero ci si ritrova tutti negli stessi identici posti).
Abbiamo visitato: cimitero dei treni, paese di Colchani, saline, monumento alla Dakar, bandiere, museo (Hotel Playa Blanca), Isla Incahuasi, vulcano Ollague, quattro piccole lagune, deserto Siloli, albero di pietra, Laguna Rossa, geyser e fumarole, sorgenti termali, deserto di Salvador Dali, Laguna Verde, Laguna Bianca, vulcano Licancabur.
Potete prenotare e confrontare i tour direttamente sul portale di Viator:
Iquique


Ultima tappa del nostro tour nel Cile del nord, appartenuta al Cile fino al 1883, Iquique è una città strana (e non solo per il nome di origine indigena che può suonare un po’ buffo). Alle spalle della città si eleva una duna imponente alta fino a 550 metri che sembra lì apposta per travolgerla da un momento all’altro.
Come il Cile stesso, detiene una serie di primati: ha la più bassa piovosità al mondo (una media di 10,27 mm all’anno, ben più bassa della media annuale del Deserto del Sahara) ed è stata devastata più volte da terremoti violenti (il peggiore con magnitudo 9 nel 1868).
Il suo nome è legato alla Battaglia navale di Iquique, che segnò una pesante sconfitta per la marina cilena ma che fu anche il punto di svolta che portò poi il Cile a vincere contro Perù e Bolivia nella Guerra del Pacifico. Ma è legato anche al salnitro, con cui fece fortuna nel XIX secolo: le raffinerie di Humbestone e St. Laura sono oggi dei musei a cielo aperto, visitabili, Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Sull’altipiano al di sopra della città sono conservati alcuni importanti petroglifi, tra cui il famoso “Gigante di Tarapacà“.
Come spostarsi in un tour nel Cile del nord
Voli interni
Il Cile è un Paese dalle distanze davvero gigantesche, motivo per cui se avete intenzione di starci per un periodo di tempo contenuto e volete esplorarlo un po’ dovrete mettere in conto almeno un paio di voli interni.
Dall’aeroporto di Santiago (SCL) è possibile volare su Calama (CJC), 1.600 km più a nord e aeroporto più vicino a San Pedro de Atacama, con le compagnie Latam, JetSmart e Sky Airline. Noi abbiamo volato con JetSmart e siamo rientrati a Santiago da Iquique con Sky Airline (tutto bene con entrambe le compagnie). Con la tariffa più economica entrambe consentono di portare a bordo una borsetta/zaino piccolo 45cm x 35cm x 25cm e un bagaglio a mano 55cm x 35cm x 25cm.
Auto a noleggio

Per visitare i dintorni di Santiago ed esplorare il Deserto di Atacama in libertà e ottimizzando i tempi, la cosa migliore in assoluto è quella di prendere un’auto a noleggio. I prezzi sono molto accessibili: noi abbiamo speso 45€ per due giorni di noleggio di un’utilitaria in aeroporto a Santiago e 200€ per quattro giorni per un pickup 4×4 in aeroporto a Calama.
Per la scelta dell’auto e del car rental ci siamo affidati anche questa volta al portale DiscoverCars che è quello che offre il rapporto qualità-prezzo in assoluto migliore (e possibilità di cancellazione fino a 24 ore prima del ritiro dell’auto, comodità non da poco).
So che forse vi starete domandando se visitare il deserto di Atacama in autonomia è una cosa fattibile… la risposta è assolutamente sì! Le strade sono in ottimo stato (tranne alcuni tratti sterrati per raggiungere i geyser del Tatio e il Magic Bus). Solo vi consiglierei – per sicurezza – di optare per un mezzo robusto e più alto di una normale utilitaria. (Noi siamo amanti del pickup già dai tempi della Namibia e non possiamo non consigliare questa soluzione). Altra cosa: ricordatevi di mettervi in strada la mattina sempre con il serbatoio bello pieno perché fuori SPA non ci sono stazioni di servizio.
Cose da sapere prima di un tour nel Cile del nord

Dopo avervi raccontato le tappe del nostro tour del Cile del nord, vi lascio qualche informazione che potrebbe esservi molto utile in fase di pianificazione e una volta sul posto:
Visto di ingresso
Se ci si ferma nel Paese per meno di 90 giorni non serve alcun visto (così come per gran parte dei Paesi sudamericani); basta avere un passaporto con almeno 6 mesi di validità residua e due pagine libere;
Periodo in cui andare
Il periodo migliore per esplorare il Deserto di Atacama va da giugno ad agosto (inverno australe) quando i cieli sono più tersi (c’è però una notevole escursione termica tra il giorno e la notte). Anche aprile/maggio (autunno australe) e settembre/ottobre (primavera australe) sono un buon periodo perché c’è meno affluenza di turisti.
Santiago del Cile può essere visitata in qualsiasi momento dell’anno senza grossi problemi, ma i periodi ideali sono sicuramente le mezze stagioni (settembre-novembre e marzo-maggio).
Le app da scaricare
Ufficialmente Uber non è legale ma è comunque utilizzata; altre app molto usate utili per gestire i piccoli spostamenti (specialmente a Santiago) sono Didi e Cabify.
Per chi si sposta con i mezzi pubblici nella capitale, è utile Red Movilidad (che dà gli orari dei bus e le mappe) e Transit per il calcolo del percorso. Per acquistare i biglietti dei bus a lunga percorrenza in anticipo potete usare Recorrido, Kupos, Busbud, Bookaway o ChilePasajes (insomma, avete l’imbarazzo della scelta).
Contanti o carte?
Le carte sono accettate ovunque, anche nei siti naturalistici presenti all’interno del Deserto di Atacama, così come i pagamenti con telefono. Il consiglio è comunque quello di prelevare dei contanti agli ATM per gestire piccole spese o da usare in caso di emergenza.
SIM locale o eSIM?
Ci sono diverse offerte per eSIM che sono però generalmente non molto economiche. Anche se non vi trattenete a lungo in Cile vale la pena vale la pena valutare l’acquisto di una SIM locale, più conveniente, acquistabile anche nelle edicole, nei minimarket e nei negozi di telefonia mobile (all’arrivo in aeroporto a Santiago però non abbiamo trovato nessun punto vendita dove acquistarne una).
Spagnolo o inglese?
In Cile non tutti parlano inglese, anzi, direi che trovare qualcuno che lo parli non è affatto la norma. Conoscere almeno una base di spagnolo torna molto utile oltre a essere molto apprezzato dagli abitanti del posto.
Rispetto delle regole
Si è portati a credere che in quanto Sud-America tutto sia concesso, ma in Cile non è affatto così. Le persone sono molto ligie alle regole, sia sulla strada sia nei luoghi pubblici: ad esempio non ci è mai successo che un automobilista non si fermasse per farci attraversare sulle strisce, a volte, mettono addirittura le quattro frecce (per evitare tamponamenti).
Gli alloggi sono economici?
In Cile ci sono alloggi per tutti i gusti: moderni hotel a 4 stelle, ostelli con dormitori, appartamenti e piccole pensioni economiche a conduzione familiare (chiamati hostal). C’è varietà di scelta e le soluzioni sono economiche: si può dormire anche con 20-30€ in due (spesso con colazione inclusa).
Qui dove abbiamo dormito noi:
- Santiago: Hostal Boutique MAKTVB BRASIL, una bellissima casa d’epoca con camere private (ognuna con proprio bagno) e spazi in comune nel quartiere Brasil, a pochi minuti dal centro città;
- Santa Cruz: Aldea Colchagua Experience, un hostal con camere private, bagno e cucina in comune in posizione comoda;
- San Pedro de Atacama: i primi giorni all’Hostal Iquisa, tranquillo e un po’ fuori dal centro ma perfetto se avete l’auto, con una proprietaria gentilissima, e infine alla Posada Atacameña, caratteristico e spazioso, con una grande cucina privata e spazi all’aperto, in pieno centro a SPA
- Uyuni: Hostal Sin fronteras, un hotel centrale e comodo, con uno staff molto gentile e colazione inclusa;
- Iquique: El Camino Hotel, un hotel moderno a pochi isolati dall’oceano, in pieno centro a Iquique, con colazione inclusa, parcheggio privato e terrazza panoramica.
Letture consigliate sul Cile
Volete calarvi nel giusto mood in vista del vostro tour nel Cile del nord? Oppure volete una lettura a tema che vi accompagni durante il vostro viaggio? Ecco le letture che vi consiglio:
- Confesso che ho vissuto di Pablo Neruda: l’autobiografia postuma di Pablo Neruda, pubblicata pochi mesi dopo la morte del poeta cileno Premio Nobel per la Letteratura, traccia un potente mosaico di ricordi, ritratti, riflessioni e frammenti di vita;
- La casa degli spiriti di Isabel Allende: pubblicato nel 1982, è il capolavoro d’esordio di Isabel Allende; una potente saga familiare che intreccia realismo magico e storia del Cile (sebbene non lo nomini mai esplicitamente);
- Ho paura torero di Pedro Lemebel: ambientato a Santiago del Cile, uscito nel 2001, è l’unico romanzo dello scrittore e attivista cileno Pedro Lemebel, icona della letteratura queer e di protesta dell’America Latina.

Claudia Moreschi 

