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Le città dei gatti: dedicato ai gatti che ho incontrato in viaggio

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Ebbene sì, lo ammetto: sono una “gattara”. Adoro i gatti. Sono degli animali che mi fanno impazzire.
Il perché di questa passione è presto detto. Io e i gatti in fondo ci assomigliamo parecchio: amiamo la libertà, andarcene a zonzo come vogliamo, stare il più possibile all’aria aperta.

Amiamo il caldino, ma quando è troppo preferiamo starcene spaparanzati all’ombra. Siamo indipendenti, maledettamente curiosi, dolci e sappiamo goderci la vita. Toglici tutto ma non il sonnellino e non darci troppo fastidio, perché altrimenti tiriamo fuori le unghie.

Come ha detto qualcuno, i gatti non possono essere ancora considerati del tutto addomesticati. Sono degli spiriti liberi. Con gli uomini hanno un buonissimo rapporto, ma di sicuro non di dipendenza come avviene nel caso del cane. E in più i gatti sono di discendenza africana (il gatto domestico discende dal gatto selvatico africano); ecco forse spiegato perché mi affascinano tanto (per chi non lo sapesse l’Africa è la mia meta del cuore).

Gatto in Malawi, Africa
Gatto in Malawi, Africa

E cosa fa una gattara come me se incontra un gatto in viaggio? Semplice, cerca di farselo amico e poi gli fa una foto ricordo. Anche perché spesso si trovano i gatti nei contesti più disparati e inaspettati.

Risultato? In questi anni da viaggiatrice incallita mi sono messa da parte un buon numero di fotografie di gatti. Dalle isole greche alle isole indonesiane, dai gatti africani ai gatti incontrati nelle capitali europee, ne ho immortalati parecchi (non posso farne a meno).

Gatto sull’isola di Nysiros, Grecia
Gatto sull’isola di Nysiros, Grecia
Gatto cambogiano, al lago Tonle Sap
Gatto cambogiano, al lago Tonle Sap

Ma sono in particolare due i posti che ogni amante dei gatti deve segnarsi (ma che probabilmente conosce già): Istanbul e Marrakech.

I gatti di Istanbul

Come dico sempre io a Istanbul ci ho lasciato un pezzo di cuore: mi sono follemente innamorata di questa magnifica città. Probabilmente tra i vati motivi per cui mi è piaciuta così tanto c’è anche il fatto che a Istanbul si trovano gatti ovunque, e quando dico “ovunque” intendo davvero “ovunque”. Si trovano dei gatti anche nella Basilica di Santa Sofia; sono talmente abituati ai turisti che non esitano a mettersi in posa con loro per fare una foto e farsi fare una carezza (la vera attrazione di Santa Sofia sono loro).

Gatto all’interno di Santa Sofia, a Istanbul
Gatto all’interno di Santa Sofia, a Istanbul

I gatti che ho visto a Istanbul, seppure randagi, godevano tutti di buona salute, sfoggiavano una bella pelliccia e davano l’idea di essere molto a loro agio in città e molto ben voluti.

Gatto di Istanbul

Gatto di Istanbul

Ho visto gatti che se ne stavano beatamente a giocare con i fili di un tappeto in una vetrina di un negozio, gatti sdraiati sui sacchi di mercanzie nelle bancarelle di bricolage, gatti fuori (o forse anche dentro?) dagli hotel. E la cosa bella è che nessuno li manda via, anzi, sono molto ben accetti.

I gatti di Marrakech

Marrakech mi ha ricordato Istanbul per diversi motivi. Forse tra questi c’è anche la folta presenza di gatti in città. Nella medina ho visto gatti ad ogni angolo, soprattutto nelle vicinanze del suk, con occhi imploranti e orecchie dritte a seguire i movimenti dei macellai.

In un vicolo della Medina di Marrakech
In un vicolo della Medina di Marrakech

Ma ho incontrato gatti anche nei giardini delle Tombe Saadiane, nei vicoli delle concerie (ma a debita distanza dal fetore per cui anche il migliore rametto di menta non è sufficiente). Nella cultura islamica i gatti sono molto rispettati. Si dice infatti che il profeta Maometto approvò il loro addomesticamento da parte del suo discepolo Abu Hurairah (o Padre del Piccolo Gatto).

Nella medina di Fez, Marocco
Nella medina di Fez, Marocco

Le leggende raccontano che un gatto aiutò Maometto dal morso mortale di un serpente e che un giorno, chiamato a pregare, si accorse che il suo gatto Muezza si era addormentato sulla manica della sua veste: il profeta preferì tagliarsela piuttosto che disturbare il suo gatto.

Un altro paradiso per gli amanti dei gatti? Sicuramente a Gili Air, in Indonesia. Su questa piccola isoletta dell’arcipelago delle Gili, di fronte all’isola di Lombok, vive una numerosa colonia di gatti (forse fin troppi). Iun paradiso anche per gli stessi gatti. Perché? Perché sull’isola non vivono cani. Neanche uno.

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6 comments

  1. Io però ho trovato i mici di Marrakech davvero in pessime condizioni. Malatissimi, trattati con estrema indifferenza e soprattutto con mutazioni genetiche molto gravi (senza occhi o senza dita delle zampe).

    Invece consiglio una quarta città miciosa: Kas in Turchia. Un piccolo borgo di mare con gatti bellissimi, curati e socievoli!

    Love cats!!

  2. Ciao Greta! Mi ricordo che mi avevi parlato dei "pessimi" gatti di Marrakech. Quelli che ho visto io per fortuna erano tutti abbastanza sani, anche se non così belli come quelli di Istanbul. Mi segno Kas allora, ci dovrò andare!

  3. Che animali fantastici! Li adoro, anche io cerco sempre di stabilire un contatto con loro 🙂 A Istanbul confermo, i gatti sono i veri padroni della città! Quest’estate ad Hanoi ho visto un tizio in moto con ben 3 gatti: due davanti e uno dietro…mancava solo che avessero il casco 😀

    • Ciao Babyjan!
      I gatti di Istanbul sono davvero fantastici (uno dei tanti motivi per cui mi sono innamorata di questa città).
      Sei riuscita a immortalare il tizio in moto con i 3 gatti? spero di sì! 😀

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