




State pensando al tuo viaggio in Colombia e vorresti fare tappa anche nell’Amazzonia colombiana? Ottima idea: una deviazione nel punto più a sud del paese, dove il Rio delle Amazzoni tocca Colombia, Perù e Brasile, vale davvero il viaggio. Anche se è solo Amazzonia colombiana e non Amazzonia brasiliana.
Quando si parla di Amazzonia, a tutti viene spontaneo associarla al Brasile (giustamente, visto che per il 60% è territorio brasiliano). Non tutti sanno però che il 10% della foresta amazzonica è territorio colombiano: può sembrare poco, ma costituisce un buon 40% dell’intera superficie della Colombia.
Vi sto facendo venire mal di testa con tutti questi numeri? Visto che i numeri non piacciono molto neanche a me, passiamo a cose più interessanti! Ad esempio: cosa c’è da fare e vedere nell’Amazzonia colombiana? Come ci si arriva? Ve ne parlo qui!
Come arrivare nell’Amazzonia colombiana

Il “come arrivare” potrebbe sembrare una domanda superflua, ma in realtà è bene partire proprio da qui. L’Amazzonia colombiana si trova nella punta più meridionale della Colombia, in un triangolo di foresta fittissima che si incunea tra Brasile e Perù annullando i confini.
Per via della presenza della foresta, la regione è totalmente isolata dal resto del paese. Ergo: non ci sono strade per arrivarci. Come potete intuire, l’unico modo per raggiungere l’Amazzonia colombiana è l’aereo. L’aeroporto di riferimento è quello di Leticia, una città di circa 50.000 capoluogo del dipartimento colombiano di Amazonas.
Per Leticia ci sono voli diretti solo da Bogotà (operati da Avianca e Latam). Ci sono all’incirca quattro voli al giorno. Se volete raggiungere Leticia da un’altra città colombiana, ad esempio Cartagena o Medellín, lo potete fare, ma dovete fare scalo a Bogotà. Il volo da Bogotà a Leticia dura circa 2 ore e non è economicissimo (in media siamo sui 100€ a tratta).
Come spostarsi nell’Amazzonia colombiana

La città di Leticia non è quasi mai la destinazione finale di chi decide di esplorare l’Amazzonia colombiana, perché non è una città di grandi attrattive. La maggior parte dei viaggiatori trascorre a Leticia solo il minimo tempo indispensabile per poi prendere una barca per Puerto Nariño, il Perù o uno dei tanti eco-lodge sparsi nella foresta.
Noi, una volta arrivati a Leticia, abbiamo preso un tuk-tuk per il porto fluviale e da lì la barca che in un paio di ore ci ha portati a Puerto Nariño, la nostra base di esplorazione per i nostri tre giorni nell’Amazzonia colombiana.
Il mio consiglio spassionato è quello di prenotare la barca con un certo anticipo: potete chiedere alla struttura dove soggiornerete di prenotare il passaggio in barca per voi e poi pagare e ritirare i biglietti una volta al porto (gli uffici sono proprio di fronte al porto fluviale di Leticia).
Consiglio di prenotare i biglietti della barca in anticipo perché:
- le barche sono piuttosto piccole
- ci sono solo quattro partenze al giorno (da Leticia alle 07:00, alle 09:00, alle 12:00 e alle 13:30).
Per sfruttare al meglio i vostri giorni nell’Amazzonia colombiana, ti consiglio di volare su Leticia di primo mattino così da riuscire a prendere almeno la barca delle 09:00 o al massimo dormire a Leticia e il giorno seguente prendere la barca delle 07:00. Purtroppo al momento (2026) non ci sono voli per Leticia la sera (l’ultimo volo da Bogotà è alle 15:00).
Ma perché andare a Puerto Nariño? Cosa c’è da fare e vedere?
Perché fare base a Puerto Nariño

Avendo appurato ben presto che non valeva la pena trascorrere troppo tempo a Leticia, ci siamo trovati a un bivio: dove alloggiare durante i nostri giorni nella Amazzonia colombiana?
Le opzioni sono sostanzialmente due:
- alloggiare in un eco-resort nella foresta (ce ne sono diversi, prenotabili anche su Booking)
- fare a base a Puerto Nariño così da poterci muovere un minimo in autonomia
Ci allettava molto la prospettiva di passare un paio di giorni nel fitto della foresta, ma allo stesso tempo volevamo godere di un minimo di libertà negli spostamenti e nello scegliere dove mangiare e cosa vedere. Abbiamo quindi scelto la seconda opzione: fare base a Puerto Nariño.
Con il senno di poi posso dire di essere stata molto contenta della nostra scelta: Puerto Nariño è un piccolo villaggio sul Rio delle Amazzoni, di fronte al Perù, dove non ci sono auto e la vita scorre lenta e pacifica. Ci sono una decina di ristoranti, guest-house e hotel con cui organizzare i tour sul fiume e nella foresta. Volendo si può anche pagare un passaggio in barca per visitare i dintorni. Insomma, a noi è sembrato un buon compromesso.
Cosa fare a Puerto Nariño







Nato nel 1961, Puerto Nariño ha fatto della eco-sostenibilità il suo tratto distintivo. È stato infatti il primo centro in Colombia a ottenere il riconoscimento di città del turismo sostenibile: i veicoli a motori sono vietati, si raccoglie l’acqua piovana per usarla per la pulizia e il giardinaggio, si cerca di limitare al massimo la plastica, si fa la raccolta differenziata, si utilizzano generatori di corrente ad alta efficienza e gli abitanti si occupano di tenere puliti i marciapiedi ogni giorno.
Nel villaggio la popolazione locale — distribuita in 22 comunità indigene (soprattutto ticuna, cocoma e yagua) — si dedica alla pesca artigianale e lavora la terra nei chagras, i tipici appezzamenti in cui si coltivano mais, manioca e ananas.
Il turismo (o meglio l’ecoturismo) è una fonte fondamentale di reddito per chi abita qui. Ma cosa si viene a fare qui? Le cose da fare e vedere sono diverse.
Vedere i delfini rosa nel Lago Tarapoto

Immerso nella giungla, a mezzora di lancia dal villaggio, il Lago Tarapoto è formato da specchi d’acqua e canali alimentati direttamente dal Rio delle Amazzoni. Il lago è famoso per essere l’habitat dei delfini rosa (Inia geoffrensis, chiamati localmente bufeos), che nuotano beatamente nelle acque placide del lago e vengono a galla per respirare anche a pochi metri dalla barca (avvistarli è cosa comune e non c’è nessun pericolo). Il momento migliore per vederli è l’alba e il tramonto.
Nel lago vive anche il delfino grigio (Sotalia fluviatilis), il pirarucú, uno dei pesci d’acqua dolce più grandi del mondo (può superare i 2 metri di lunghezza) ed è possibile avvistare diverse specie di uccelli, come aironi, martin pescatori, are e tucani.
Ai turisti che visitano il lago è concesso fare il bagno nonostante il colore delle acque non esattamente invitanti e la presenza dei piranha (interrogata da me al riguardo, la nostra guida ci ha spiegato che in quel punto i piranha non ci sono. Mah!).
Trekking nella foresta


La giungla pluviale che abbraccia il villaggio di Puerto Nariño offre l’opportunità di fare escursioni a piedi nel fitto della giungla (e quando dico “fitto” intendo davvero “fitto”), che resta per me l’esperienza più entusiasmante e significativa da fare in Amazzonia.
Accompagnati rigorosamente da una guida nativa dotata di machete, ci si addentra lungo sentieri fangosi (e scivolosi) dove la vegetazione è così fitta da schermare la luce del sole. Durante il cammino si impara a conoscere la farmacia naturale degli indigeni: alberi millenari usati per curare la malaria e piante da cui si estraggono veleni o coloranti naturali. Aguzzando la vista (e grazie all’occhio esperto della guida), tra i rami si possono scorgere bradipi, scimmie, rane e capibara.
Una raccomandazione, anzi due: non avventuratevi mai da soli nella foresta e mettetevi sempre gli stivali di gomma. Per il trekking nella giungla gli stivali non sono solo una raccomandazione: sono davvero necessari, perché i sentieri sono estremamente fangosi e sdrucciolevoli (e non si può mai sapere dove si mettono i piedi). Di solito ogni hotel/hostal li mette a disposizione dei propri clienti.
Visitare la comunità peruviana di San Antonio, in Perù


A Puerto Nariño i confini geografici si fanno davvero molto labili: basta infatti fare pochi metri in barca dall’altra parte del fiume per ritrovarsi in Perù. La comunità indigena di San Antonio de Cacao, situata sulla sponda peruviana proprio di fronte a Puerto Nariño, è un’altra delle classiche escursioni proposte ai turisti.
Turisti che vengono qui anche per un motivo in particolare: avvistare i bradipi nel loro ambiente naturale (e che qui è possibile vedere con facilità). Inoltre, avrete l’occasione di assaggiare la cucina locale e fare due chiacchiere con gli abitanti e farvi raccontare come si vive in questo angolo sperduto di Amazzonia così lontano dal resto del Perù.
Per queste brevi escursioni giornaliere non c’è un controllo formale dei passaporti: nessuno vi chiederà il passaporto o vi porrà un timbro (peccato!).
Salire sulla Torre Mirador


Se volete capire davvero dove vi trovate, dovete salire i gradini di questa torre panoramica in legno alta circa 18 metri, situata nella parte alta del villaggio di Puerto Nariño. La fatica della salita (specialmente con l’umidità dell’Amazzonia) viene ampiamente ripagata non appena si arriva in cima: una vista meravigliosa spazia su tutto il villaggio, ma soprattutto su sua maestà il Rio delle Amazzoni.
Il momento migliore per andarci è il tardo pomeriggio quando il sole tramonta sulla foresta, mentre i suoni della giungla iniziano a farsi più intensi.
Raccomandazioni e cose da portare
Vi lascio qualche raccomandazione per organizzare il vostro viaggio nell’Amazzonia colombiana:
- Portate con voi sufficienti contanti: nel villaggio infatti non c’è alcun bancomat (a Leticia invece sì) e i ristoranti vi chiederanno di pagare en efectivo (calcolate anche una percentuale in più da lasciare come mancia alla guida locale con cui farete le escursioni);
- Indossate abbigliamento tecnico da trekking, utile perché asciuga velocemente (oltre a essere leggero e occupare poco spazio in valigia), oltre a camicie a maniche lunghe anti-insetti;
- Mettete in valigia un buon antizanzara, da spruzzarvi non solo al tramonto, ma anche prima dei trekking e delle uscite in barca;
- Non dimenticate di portare con voi crema solare e antipioggia;
- Portate con voi una torcia da testa che vi sarà comoda durante le gite in barca al tramonto o all’alba (anche perché le lance non hanno illuminazione);
- Per gli stivali di solito sono gli hotel/guesthouse a fornirli quindi non serve che li portiate;
- Preferite uno zaino da viaggio alla valigia: lo zaino è più comodo da caricare/scaricare durante gli spostamenti in barca e nel villaggio.
Quanti giorni stare nell’Amazzonia colombiana
Sul quanti giorni stare vi rispondo subito dicendo “cercate di starci il più possibile perché non vorrete andarvene!“. Scherzi a parte, è un luogo che invita a restare e a godersi la natura con calma, quindi vi consiglio di metterlo in itinerario se avete almeno tre giorni da dedicargli.
Personalmente ho cercato di aggiustare il più possibile il nostro itinerario di due settimane in Colombia per non dover togliere del tempo a Leticia e ho fatto bene! Anzi, in realtà ai nostri tre giorni nella foresta avrei aggiunto almeno un altro giorno intero.
Quando andare in Amazzonia colombiana
Teoricamente il periodo migliore per andare in Amazzonia colombiana è quello che va da luglio a ottobre, perché ci sono meno precipitazioni. Questo è però il periodo meno indicato per visitare il resto della Colombia in quanto coincide con la stagione delle grandi piogge (soprattutto nella regione andina e sulla costa pacifica) e, tra agosto e ottobre, con il picco della stagione degli uragani nei Caraibi.
In questo periodo dell’anno il clima nella regione amazzonica è tradizionalmente più secco; tuttavia, trattandosi di un ambiente tropicale, le piogge sono all’ordine del giorno. Questo significa che non ha senso rinunciare a un viaggio nell’Amazzonia colombiana solo perché il periodo è considerato “sfavorevole”: bisogna mettere in conto che può piovere in qualsiasi momento dell’anno (del reso ci sarà un motivo se la vegetazione è così verde e rigogliosa, no?).
Noi ci siamo stati a fine gennaio, in quello che è considerato il periodo meno indicato. Abbiamo trovato bel tempo per due giorni e purtroppo una giornata di acquazzoni costanti proprio durante il nostro trekking nella foresta, quando a forza di piovere il sentiero stava diventando quasi impraticabile. Siamo arrivati a fine giornata zuppi da morire, ma ciò fa parte del gioco: nella foresta amazzonica non ci si deve certo stupire se piove. Questo per dire che… va a fortuna!
Dove dormire a Puerto Nariño


Nel villaggio ci sono una ventina di strutture dove dormire, tra hotel, guesthouse e cabañas nella foresta. La maggior parte includono nel prezzo la colazione.
Noi abbiamo dormito qui:
Waira Selva Hotel, un hotel in stile coloniale, ricco di vegetazione e dettagli in legno, comodissimo perché a pochi passi dal molo dove arrivano le barche. Ha una terrazza con vista sul fiume e la colazione è sempre inclusa nel prezzo finale. La nostra camera, anche se matrimoniale, aveva tra letti matrimoniali ed era enorme!
Aggiungo che lo staff è particolarmente squisito: dopo la prenotazione ho chiesto loro di prenotarmi i biglietti per la barca da Leticia (cosa che hanno fatto senza problemi). Mi hanno anche fornito direttamente il contatto telefonico di una guida indigena con cui ci siamo sentiti per organizzare i tour nella foresta e sul fiume.
Un’altra struttura di cui mi hanno parlato molto bene è il Maloka Napü, un hostal un po’ più defilato rispetto al centro del villaggio, ma molto carino, che ha sia dormitorio sia stanze private in perfetto stile etnico. Anche qui c’è una terrazza da cui ammirare il tramonto sul Rio delle Amazzoni.
Cosa fare a Leticia


Ma quindi non c’è proprio nulla da fare a Leticia? In realtà qualcosa c’è, ed è anche piuttosto singolare. Se vi avanza un po’ di tempo, potete approfittarne per visitare la Tríplice Fronteira.
A un paio di chilometri dal centro di Leticia si trova infatti il confine via terra tra Colombia e Brasile, mentre poco più oltre, lungo il fiume, c’è quello con il Perù. Dal punto di vista visivo non aspettatevi chissà cosa – troverete solo un portale colorato e un via-vai di auto e motorini –, ma la vera particolarità è che si può passare da un Paese all’altro in totale libertà, senza dover mostrare il passaporto.
Questo perché esiste un accordo transfrontaliero tra le tre nazioni che prevede una zona di libero transito per residenti e turisti. Potrete così trovarvi con un piede in Colombia e uno in Brasile nel giro di un secondo, magari passeggiando fino alla cittadina brasiliana di Tabatinga per godervi una caipirinha al tramonto prima di rientrare in hotel.
Posta sul lato brasiliano, isolata dal resto del Paese ma dotata di un proprio aeroporto, Tabatinga è la città gemella di Leticia. Di fatto, le due si fondono l’una nell’altra, superando i confini nazionali in un’unica, grande comunità amazzonica.
Dove dormire a Leticia
Se vi trovate a passare la notte a Leticia – magari perché arrivate nel pomeriggio o avete un volo la mattina presto – la buona notizia è che in città si trovano soluzioni di alloggio molto economiche. I costi partono da appena 15€ a notte per una camera matrimoniale e da 8€ per un letto in dormitorio.
Noi abbiamo trascorso a Leticia l’ultima notte della nostra tappa di viaggio in Amazzonia colombiana. Visto che si trattava di una sola notte abbiamo scelto un alloggio semplice ed economico: Casa Nora & Alejo. Le camere sono semplici ed essenziali e si trovano all’interno di una abitazione privata. La cosa migliore? Sicuramente Nora & Alejo, la simpatica coppia di proprietari che sono davvero l’ospitalità fatta persona.
State pensando di fare tappa a Leticia durante il vostro viaggio in Colombia? Avete dubbi o domande da farmi? Scrivetemi pure nei commenti!
Ti potrebbe interessare anche:

Claudia Moreschi 

