





Medellín è segnata da un passato ingombrante e una fama controversa. Eppure oggi, seconda città della Colombia per numero di abitanti, pulsa di energia e voglia di rinascita.
Conoscerla di persona durante il nostro viaggio di due settimane in Colombia è stato un vero piacere e una gran bella sorpresa. Qui vi racconto cosa fare e vedere, come spostarsi e come organizzare la visita alla “città dell’eterna primavera” (ma poi, perché la chiamano così?).
Medellín in breve

La città porta ancora il peso di un passato tristemente noto segnato da una violenza estrema: tra gli anni ’80 e ’90 era la città con il più alto tasso di criminalità al mondo, con una media di 6.000 omicidi all’anno. Un periodo oscuro, legato soprattutto alla figura del narcotrafficante Pablo Escobar e al potere del suo cartello della droga.
Nonostante la brutta nomea di città violenta e pericolosa, Medellín vanta allo stesso tempo un nomignolo di significato totalmente opposto: per tutti è la ciudad de la Eterna Primavera (la “città dell’eterna primavera”). Questo per via delle sue temperature piacevolmente miti — che si attestano tutto l’anno intorno ai 18-28 gradi — malgrado il suo sia un clima sub-tropicale umido (mitigato però dai 1.500 metri di quota).
Ci troviamo nella zona centro-occidentale della Colombia, nella parte settentrionale della Cordigliera delle Ande. Capitale del dipartimento di Antioquia, è una città di oltre due milioni e mezzo di abitanti, che si estende a macchia d’olio sui fianchi della stretta Valle dell’Aburrà, oggi sicura e piacevole da visitare anche grazie ai suoi mezzi di trasporto molto efficienti: due linee di metro, sei cabinovie urbane (i metrocable, non perdeteveli!) e l’onnipresente servizio di Uber.
Dalla morte di Escobar (nel 1993), con la fine del cartello di Medellín, le cose sono molto cambiate: oggi Medellín è una città vivace e piena di stimoli, visitabile senza paura anche dai turisti.
Cosa vedere in città
Medellín è stata la seconda tappa del nostro viaggio in terra colombiana dopo Cartagena (ci siamo arrivati con un volo Avianca di appena un’ora) e subito prima dell’Eje Cafetero (qui il nostro itinerario di viaggio in dettaglio).
Abbiamo deciso di dedicare a Medellín due giorni: una giornata per la visita dei luoghi più iconici del centro città e la giornata successiva per l’esplorazione di Guatapè e dintorni. Con il senno di poi… va beh, ve lo dico dopo!
Come succede a molti viaggiatori, Medellín mi ha conquistata più di ogni altra tappa: sarà stato il clima, l’energia o i colori, ma è stata senza dubbio la città che ho preferito durante il nostro viaggio. Un consiglio? Se vi ispira e ne avete la possibilità, fermatevi più a lungo di quanto abbia fatto io!
Ora ecco cosa fare e vedere in città secondo me.
La Comuna 13


Appollaiato in collina, defilato dal centro, un tempo era uno dei quartieri più poveri, degradati e pericolosi di tutta la città (Pablo Escobar veniva qui ad arruolare i suoi scagnozzi). Oggi, invece, complice la profonda riqualificazione, la Comuna 13 ha iniziato una nuova vita.
Una serie di sei scale mobili (tutte gratuite) permette di visitare i diversi livelli che compongono questo quartiere panoramico e ricco di locali, negozi e una moltitudine di splendidi murales dai colori accesi. La vista dall’alto abbraccia una buona porzione della città e permette di godere di una vista molto scenografica.
Il quartiere è visitabile in autonomia oppure con guide locali (ne troverete diverse all’imbocco della strada che sale verso la Comuna 13).
La Candelaria


Quello della Candelaria è il quartiere più centrale e storico di Medellín, dove si condensano alcune delle attrattive culturali più interessanti, come Plaza Botero (con il Museo di Antioquia e il Palazzo della Cultura), la Casa de la Memoria e la Basilica di Nostra Signora Candelaria (che dà il nome al quartiere).
Io vi consiglio di cominciare la vostra visita della Candelaria proprio da Plaza Botero, la piazza più importante della città, dove si trovano:
- il Museo di Antioquia, che ospita oggetti di arte precolombiana, epoca coloniale e arte moderna incluse diverse opere dello scultore Fernando Botero, il cittadino più illustre della città;
- Plazoleta de las Esculturas: uno spazio pubblico all’aperto (gratuito) che ospita 23 sculture in bronzo di Botero, tra cui alcune delle sue opere più iconiche;
- il Palazzo della Cultura Rafael Uribe Uribe: colpisce lo sguardo con le sue linee gotiche bianche e nere alquanti inusuali; è possibile visitare gratuitamente il cortile interno e i lunghi corridoi (dove si tengono mostre d’arte e rassegne cinematografiche).
Sempre nella zona della Candelaria, a 1,5 km in linea d’aria da Plaza Botero, precisamente nel Parque Bicentenario (vicino alla stazione del tram Bicentenario), c’è l’interessante Museo Casa de la Memoria. Si tratta di molto di più di un semplice museo: è un luogo di memoria dedicato alle vittime del conflitto armato dei nefasti anni ’80-’90. La cosa bella è che è pure gratuito.
El Poblado
Se cercate il volto più moderno e cosmopolita di Medellín, El Poblado è il quartiere giusto. Considerato tra i più sicuri della città, è anche la zona preferita dai viaggiatori per soggiornare, grazie all’ampia scelta di hotel, ristoranti e locali.
Qui si concentra gran parte della vita notturna: il cuore pulsante è Parque Lleras, sempre animato tra bar, discoteche e ristoranti, mentre la vicina zona di Provenza, pedonale, offre un’atmosfera più curata e trendy, perfetta per un brunch, un aperitivo o una cena un po’ più ricercata. Non mancano però angoli più tranquilli, come il Parque del Poblado, ideale per una pausa all’ombra, o il quartiere Manila, dove troverete caffè indipendenti, ristorantini curati e un’atmosfera decisamente più rilassata.
I metrocable


In questo caso non si tratta di una zona della città vera e propria, ma una modalità di trasporto che caratterizza molte città colombiane, Medellín in primis: i metrocable. Con una particolarità unica al mondo: qui i metrocable sono integrati alle linee metropolitane di trasporto pubblico.
I metrocable sono delle cabinovie che collegano al centro i quartieri più marginali e popolari della città (abbarbicati su fianchi collinari anche parecchio scoscesi). In totale ci sono sei linee diverse. Noi abbiamo sperimentato il metrocable che porta da Acevedo al quartiere di Santo Domingo (linea K) e da San Javier a La Aurora (linea J).
Vi consiglio di prendere almeno un metrocable per due motivi: prima di tutto per la vista panoramica che abbraccia in lungo e in largo l’immensa distesa cittadina, ma anche per riposarvi (infatti non dovete per forza scendere, potete anche godervi il panorama facendo un viaggio di andata e ritorno con lo stesso biglietto).
Il giardino botanico di Medellín


Forse non è tra le attrazioni più famose, eppure a noi questo immenso polmone verde è piaciuto molto. Si trova nella zona dell’Università e ci si arriva comodamente con la metro (fermata Universidad).
Il giardino copre un’area di 14 ettari e racchiude al suo interno oltre 600 specie arboree, un lago e una collezione di orchidee (conservate in un futuristico spazio architettonico chiamato “Orchideorama”).
Il giardino è a ingresso gratuito ed è aperto da martedì alla domenica dalle 9:00 alle 16:00. Per accedervi è necessario presentare un documento di identità.
L’escursione a Guatapè e Piedra del Peñol





Prima di pianificare la nostra tappa a Medellín, avevo letto su vari blog i resoconti di chi aveva dedicato una giornata all’escursione a Guatapè. Devo ammettere che ero molto titubante se includerla o meno nel nostro itinerario. Da una parte volevo visitare Medellín senza fare troppe corse, dall’altro lato ero però curiosa di vedere con i miei occhi anche una zona rurale fuori dalla metropoli.
Alla fine ha prevalso la curiosità e abbiamo deciso di fare una escursione in giornata da Medellín. Per ottimizzare i tempi, abbiamo prenotato un’escursione organizzata in bus con pick-up gratuito al nostro ostello (prenotando tramite il nostro hostal il giorno prima).
Con il senno di poi devo ammettere che la mia titubanza iniziale era fondata. L’escursione in sé è stata carina, ma sicuramente non una tappa imprescindibile del nostro viaggio. L’escursione è una tappa classica per turisti e local che visitano la zona: ciò significa che vi troverete tutto il giorno ammassati tra svariate decine di pullman e folle di turisti.
Comunque, durante l’escursione abbiamo visitato:
- El Alto del Chocho, una sorta di parco tematico con negozi di souvenir e ristoranti, con un recinto pieno di lama e caprette (anche se non ci andate, non vi perdete niente);
- Guatapè, una cittadina a 2 ore di strada da Medellín, famosa per le sue case variopinte decorate da bassorilievi artistici (i zocalos);
- il lago di Guatapè, un bacino artificiale nato dopo la creazione di una diga, oggi visitabile con un giro in traghetto (incluso nella gita);
- la Piedra del Peñol: un monolite naturale alto 220 metri a poca distanza da Guatapè e raggiungibile salendo una scala di 659 gradini. (Questo forse è quello che ho preferito delle tappe della giornata, a tratti mi ha ricordato il mio Sud-est asiatico e in particolare il Monte Popa).
Dove dormire a Medellín
Se provate a cercare, troverete pressoché ovunque il consiglio spassionato di dormire in zona El Poblado anziché nella più centrale Candelaria. Questo potrebbe sembrare un controsenso, ma c’è una motivazione valida: a quanto pare il quartiere più centrale della città, che appare tranquillo e beato di giorno, la sera e la notte è frequentato da personaggi non sempre così raccomandabili.
Nel dubbio, abbiamo voluto seguire il consiglio: per il nostro alloggio abbiamo trascorso due notti nel Poblado, un quartiere tranquillo, moderno e residenziale in collina. Questo anche per vedere una zona diversa della città, ma comunque comoda per gli spostamenti.
La nostra scelta è ricaduta su Casa de los Naranjos, un hostal economico con camere di diverse tipologie, colazione inclusa, cucina in comune, terrazza con vasca idromassaggio (!) e un gestore super disponibile e ospitale (che tra l’altro è italiano). Abbiamo prenotato l’escursione a Guatapè direttamente con l’hostal una volta arrivati sul posto. Consigliatissimo!
Come spostarsi a Medellín
Da e per gli aeroporti
Occhio a non fare confusione, perché a Medellín ci sono due aeroporti:
- L’Aeroporto José María Córdova (MDE): lo scalo principale, è situato a Rionegro, a 40 chilometri dal centro di Medellín; è servito da voli sia internazionali sia nazionali (noi ci abbiamo volato con un volo Avianca da Cartagena); la compagnia di bus Combuses effettua collegamenti con il centro città (con fermate a San Diego e Stazione metro Exposiciones).
- l’Aeroporto Enrique Olaya Herrera (EOH): si trova in centro città, a pochi minuti d’auto da El Poblado; gestisce voli domestici e a breve raggio (noi siamo ripartiti da qui con un volo Clic Air con destinazione Pereira, nell’Eje Cafetero); ci si può arrivare con i bus cittadini o scendendo alla fermata della metro Poblado (da cui dista 1,3 km).
Attenzione: se dovete spostarvi da/per l’aeroporto José María Córdova, calcolate un buon margine di tempo, perché il traffico a Medellín può essere molto congestionato. Per entrambi gli aeroporti la soluzione più veloce è spostarsi con un taxi o Uber.
In centro città
La città è attraversata da due linee della metro (A e B), che corrono rispettivamente da nord a sud e da est a ovest. Le due linee sono integrate con diverse funivie (i Metrocable di cui parlavo sopra), un tram (Ayacucho) e alcune linee di autobus rapidi (i Metroplús). Il biglietto resta lo stesso: si può quindi scendere dalla metro e proseguire con un altro tipo di mezzo senza dover cambiare biglietto.
La metro è comoda ad esempio per raggiungere Plaza Botero (scendendo a Parque de Berrío), la zona di San Antonio, il giardino botanico o la zona bassa del Poblado. Taxi e Uber restano la soluzione più comoda, ma non sempre la più veloce perché il traffico in alcune fasce orarie può essere un problema.
Mi sono dimenticata qualcosa? Avete qualcosa da chiedermi? Sono tutta orecchi!
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Claudia Moreschi 

