





Qualcuno potrebbe obiettare che quattro giorni siano forse troppi per visitare Tunisi (falso: la città è affascinante da morire) e troppo pochi per visitare la Tunisia per intero (vero). In realtà un itinerario di 4 giorni in Tunisia è un buonissimo punto di partenza: c’è tutto il tempo per esplorare Tunisi e Cartagine con calma, ma anche tempo a sufficienza per un piccolo assaggio dello straordinario patrimonio storico, naturalistico e culturale della Tunisia.
Come è andato il nostro primo viaggio in Tunisia? Ve lo racconto qui!
Le tappe del nostro itinerario di 4 giorni in Tunisia
Il nostro itinerario di 4 giorni in Tunisia ci ha portati a coprire il centro di Tunisi, con la città vecchia e la città moderna, l’imperdibile Museo del Bardo, e anche la vicina Sidi Bou Said con il sito della mitica Cartagine. Ma non ci siamo limitati solo a questo: il terzo e il quarto giorno ci siamo spostati con un’auto a noleggio per esplorare i dintorni immediatamente a ovest/nord-ovest e a sud della città.
Risultato? Sono stati quattro giorni belli intensi, ma carichi di emozioni che ci hanno lasciato una gran voglia di tornare per scoprire il resto della Tunisia.
Ecco quale è stato il nostro itinerario di viaggio di questi quattro giorni in Tunisia:
- Primo giorno: visita della Medina di Tunisi, della Ville Nouvelle, la zona più moderna, e del Museo del Bardo;
- Secondo giorno: trasferimento a Sidi Bou Said, visita del centro di Sidi e del sito archeologico di Cartagine;
- Terzo giorno: tour in auto verso nord-ovest per visitare i siti archeologici di Bulla Regia e Dougga/Thugga, la cittadina sul mare di Biserta e Cap Angela, il punto più settentrionale d’Africa;
- Quarto giorno: tour in auto verso sud per visitare la Città sacra di Qayrawan, il centro di Monastir e la cittadine di Sousse, sulla costa.
Cosa vedere in un itinerario di 4 giorni in Tunisia
Per vedere la Tunisia in modo esaustivo, quattro giorni non sono ovviamente sufficienti. Il nostro weekend lungo tra Tunisi e dintorni ha voluto essere solo un primo assaggio di questo Paese in cui non eravamo mai stati ma in cui sicuramente torneremo (è così vicino all’Italia che è un peccato non approfittarne!).
In questi quattro giorni ci siamo concentrati su Tunisi e sulle zone a circa un paio di ore di distanza dalla città. Se state pianificando un viaggio simile, vi lascio una selezione delle tappe che secondo me vale la pena visitare.
Ecco le cose principali da vedere zona per zona:
Tunisi


- Medina: intricata, colorata, tutta da esplorare girando a caso tra le sue strette vie, tra portoni borchiati, souk specializzati in ogni tipo di merce (c’è quello di spezie, di tessuti, gioielli, tappeti, e anche quello dedicato alla Chéchia, il tradizionale cappello tunisino in feltro rosso) e gatti ad ogni angolo. Nella medina spiccano la Moschea Zitouna (Moschea dell’Olivo), che i non musulmani possono limitarsi a sbirciare dal cortile d’ingresso, la Medersa Slimania e la Medersa Bachia, antiche scuole coraniche, palazzi storici come Dar Hussein, Dar Lasram e Dar Ben Abdallah e i già sopracitati caratteristici souk.
- Ville Nouvelle: la parte nuova della città, costruita nel XIX sull’esempio dell’urbanistica europea del tempo, si dispiega lungo Avenue Habib Bourguiba, una delle arterie principali di Tunisi, dove si trovano la Bab el Bharla, la porta che separa la città vecchia da quella moderna, la Cattedrale St. Vincent de Paul, il teatro municipale, la caratteristica torre dell’orologio con la passeggiata pedonale, l’animato mercato coperto, la Piazza della Kasbah con l’imponente Monumento alla Rivoluzione circondato di bandiere, la Moschea della Kasbah in stile marocchino e il vicino Dar El Bey, un antico palazzo oggi sede del governo.
- Museo del Bardo: il museo più antico del continente africano, è ospitato nel palazzo di fine ‘800 del bey Ali Muddat ibn al-Husayn, ed è monumento storico dal 1985. Raccoglie al suo interno la più grande collezione al mondo di mosaici di epoca romana, che provengono da siti archeologici sparsi in tutto il Paese, ma non solo: racchiude anche una meravigliosa sezione dedicata all’arte musulmana (nel “Piccolo Palazzo”, aggiunto nel 1899).
Sidi Bou Said


Questo villaggio costruito su una scogliera a picco sul mare 15 chilometri a nord-est del centro di Tunisi attira turisti e instagrammer per le sue tonalità bianche e azzurre molto fotogeniche. Questo piccolo centro di 5.000 abitanti cattura lo sguardo dei visitatori grazie alle sue case imbiancate a calce, alle imposte e ai portoni azzurri che ben si sposano con il blu del mare sottostante.
La posizione dominante sul mare e la sua atmosfera rilassata hanno sempre attirato pittori e letterati (Paul Klee, Michel Foucault, André Gide, Simone de Beauvoir e Jean-Paul Sartre hanno vissuto qui). Non ci sono monumenti o luoghi particolari da visitare: è comunque piacevole passeggiare tra le viuzze e bere un tè alla menta ammirando il mare dall’alto (occhio però ai caffè per turisti perché la fregatura è dietro l’angolo: “stranamente” il nostro tè alla menta alla fine si è rivelato un tè alla menta con pinoli che costava esattamente il doppio di un normale tè alla menta).
Detto questo, Sidi Bou Said è carina, ma secondo me sopravvalutata. Il villaggio è visitabile in meno di un paio di ore (sosta al baretto delle fregature inclusa). È però una base comoda per esplorare i dintorni di Tunisi bypassando il caos del centro città.
Cartagine


Uno dei motivi principali per cui ero curiosa di visitare Tunisi era appunto lei, la mitica Cartagine rivale di Roma. Fino a poco tempo fa avevo aspettative altissime sul sito archeologico, per poi scoprire che purtroppo dell’antica Cartagine (distrutta prima dai Romani e poi dagli Arabi) rimane oggi ben poco.
Resta comunque una tappa dovuta da fare in zona, anche solo per toccare con mano quel famoso luogo che tanto abbiamo studiato a scuola!
Cose da sapere sul sito archeologico:
- È un sito diffuso: le rovine di Cartagine si trovano su un’ampia area sparsa all’interno di un elegante quartiere residenziale; per spostarsi da una zona all’altra è necessario camminare o prendere il treno TGM o un taxi;
- Un unico biglietto: esiste un biglietto cumulativo che permette l’accesso a tutte le principali aree archeologiche (Terme, Anfiteatro, Ville Romane, Porti, Byrsa e Tofet); conservatelo con cura perché viene controllato all’ingresso di ogni singolo sito;
- Collina di Byrsa: era l’antica acropoli di Cartagine; oggi ospita i resti del foro romano, le fondamenta di un quartiere punico e l’imponente cattedrale di San Luigi (costruita dai francesi a fine ‘800);
- Terme di Antonino: è l’area più spettacolare e fotografata del sito; costruite nel II secolo d.C., direttamente affacciate sul mare, erano il terzo complesso termale più grande di tutto l’Impero Romano;
- Ville Romane: sulla collina dell’Odeon, questa zona conserva una strada romana quasi intatta e i resti di lussuose dimore della nobiltà romana con splendidi mosaici originali ancora al loro posto.
A nord-ovest di Tunisi






Lasciata la città abbiamo preso un’auto a noleggio in aeroporto e abbiamo rivolto la nostra attenzione verso ovest e nord-ovest per visitare alcuni fra i luoghi più interessanti della Tunisia:
- Il sito archeologico di Thugga (Dugga al tempo dei romani): Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, stupisce per l’eccellente livello di conservazione; costruito su una collina, le sue strade sono un labirinto aggrovigliato e ripido, dove spiccano il maestoso Campidoglio, il Teatro Romano che poteva ospitare fino a 3.500 spettatori, le terme e numerose case private (anche se in buona parte trasferiti al Museo del Bardo, alcune case conservano ancora i mosaici del tempo);
- Bulla Regia: un sito unico al mondo, famoso per le sua straordinarie case sotterranee di epoca romana; il piano interrato serviva per sfuggire alla calura estiva e custodisce ancora oggi alcuni splendidi mosaici perfettamente conservati;
- Cap Angela (Ras Ben Sakka) è il punto geografico più a nord del continente africano; arrivarci è un’impresa perché Google si inventa strade che non esistono, ma se riuscite ad arrivarci (e a trovare il vecchio cartello scolorito che porta al Cap) verrete ampiamente ripagati;
- Biserta: 70 chilometri a nord di Tunisi, Bizerte è una cittadina costiera molto amata per il suo bel porto (quello vecchio, che si trova su un canale interno) e le influenze andaluse testimoniate dalla Kasbah (fortezza del XVII secolo dentro la quale si nasconde un labirinto di vicoli residenziali) e dal forte di Ksiba.
A sud di Tunisi





L’ultimo giorno ci siamo dedicati invece alle zone a sud di Tunisi, facilmente raggiungibili con una gita in giornata, in auto, dalla capitale. Per mancanza di tempo (vedere tutto in un’unica giornata sarebbe stato troppo), abbiamo saltato El Jem, città famosa per il suo anfiteatro di epoca romana. Se avete più tempo di noi, vi consiglio assolutamente di aggiungerla.
Le nostre tappe a sud di Tunisi ssono state:
- Qayrawan, la città santa della Tunisia, ospita la quarta moschea più importante del mondo islamico (dopo la Mecca, la Medina e Gerusalemme) e ha una medina perfettamente conservata che è un vero gioiello (questa città mi ha veramente conquistata); tra le cose da vedere: la Grande Moschea di Uqba (la più antica dell’Africa settentrionale), il Mausoleo di Sidi Sahab (anche detto “Moschea del barbiere”), la Moschea delle Tre Porte e il Pozzo Barrouta con i bacini aghlabidi;
- Monastir, bellamente affacciata sul mare, è famosa per i suoi hotel e resort, ma è soprattutto per il suo nucleo storico e il suo splendido ribat (fortezza religiosa) che merita la visita (senza dimenticare che ospita anche il mausoleo del presidente Habib Bourguiba, il padre della patria);
- Sousse, terza città della Tunisia, è affacciata sul mare, ha anch’essa una medina inscritta nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, un souk molto animato e un ribat altrettanto interessante (anche se la città in sé non ci ha entusiasmato)
Dove dormire a Tunisi


Quando cullavo il sogno di andare a Tunisi, ero certa di una cosa: che avrei voluto dormire nella Medina, per assaporare tutto il fascino della città vecchia nel suo cuore più antico.
Così è stato: per le nostre prime due notti in centro a Tunisi abbiamo scelto una location davvero splendida: Dar El Médina, un hotel accogliente e fascinoso ospitato in un dar, uno degli storici palazzi nobiliari che adornano le vie della Medina.
Le camere sono ognuna diversa dall’altra, gli arredi sono caratteristici e gli spazi ricchi di artigianato locale, con un tocco esclusivo: la terrazza con vista sui tetti della medina da cui è stato un piacere indescrivibile sorseggiare con calma un tè alla menta al tramonto. E non solo: l’hotel ha anche un suo ristorante interno, dove si mangia molto bene, e la colazione (la più abbondante che io abbia mai visto nella mia vita) è compresa.
Per le successive altre due notti, per essere più comodi negli spostamenti, ci siamo trasferiti a Sidi Bou Said, dove abbiamo alloggiato a Chez ADAC. L’appartamento è grandissimo (più grande di casa nostra), arredato con grande gusto, dotato di tutto ma proprio tutto quello che può servire (in bagno c’era pure a disposizione un kit con dentifricio e spazzolino, assorbenti, lametta per la barba, dischetti e struccante). Grande valore aggiunto è Youssef, un host davvero gentile al di là di ogni misura.
Come spostarsi in Tunisia


Noleggiare un’auto
Due cose della Tunisia mi hanno lasciata sgomenta: ci sono molti meno visitatori di quanto mi aspettassi (noi ci siamo andati ad aprile, in un periodo perfetto dal punto di vista climatico eppure c’erano pochissimi turisti) e praticamente nessuno noleggia un’auto per visitare il Paese in autonomia (un gran peccato!).
La maggior parte dei viaggiatori che decide di esplorare la Tunisia al di là di Tunisi o delle sue rinomate località di mare, lo fa prendendo parte a tour in giornata, che spesso combina i siti archeologici di Bulla Regia e Dougga oppure il sud del paese, con tappa a Kairouan, El Jem e Monastir.
Solo pochi considerano la possibilità di fare tutto in autonomia noleggiando un’auto. Probabilmente le persone si lasciano spaventare dall’idea che le strade siano malmesse, che i tunisini guidino come pazzi (in effetti sì, hanno qualche tendenza alla guida creativa, ma anche noi italiani non siamo certo da meno), che magari i noleggi auto siano disonesti e le fregature dietro l’angolo.
In realtà non è affatto così: a parte qualche buca sulle strade secondarie per raggiungere Bulla Regia, nei nostri quattro giorni a zonzo per la Tunisia abbiamo trovato strade sempre in buonissime condizioni, un car rental affidabile e nessun tipo di problema.
Per il noleggio auto ci siamo affidati come sempre a Discovercars, nostra piattaforma di riferimento da tanti anni per il noleggio auto in tutto il mondo. Come fornitore abbiamo scelto Camel Rent a Car, di cui avevamo letto in rete recensioni ottime, e infatti ci siamo trovati molto bene.
Abbiamo optato per una piccola normale (una Suzuki Baleno), che è andata più che bene per inostri spostamenti. Inoltre, abbiamo avuto la possibilità di aggiungere un secondo conducente gratuitamente (non è quasi mai così), quindi ne abbiamo approfittato.
Il nostro è stato un tour parecchio intenso, che ci ha portati a percorrere circa 1.000 km in due giorni. Se siete abituati agli on the road a ritmi sostenuti e siete almeno in due è fattibilissimo, ma se viaggiate da soli non mi sento di consigliarvelo perché comporta passare molte ore alla guida.
Partecipare a un tour
Se non vi fidate di noleggiare un’auto, magari non vi piace guidare oppure viaggiate da soli e non avete nessun’altro che vi dia il cambio alla guida, la soluzione più comoda è quella di partecipare a un tour organizzato.
In rete se ne possono trovare moltissimi, che potete prenotare in anticipo ma anche alcuni giorni prima della partenza. Le gite più classiche offrono ad esempio El Jem, Kairouan e Monastir in giornata, oppure Testour, Dougga e Bulla Regia da Tunisi, come tour condiviso con altre persone ma anche in modalità privata. Di solito è sempre previsto il pick-up presso il vostro hotel a Tunisi.
Spostarsi con l’Uber locale
In Tunisia non c’è Uber, ma esistono delle app equivalenti. Tra le più utilizzate ci sono Bolt e inDrive (attenzione: per utilizzarle serve la connessione dati!), con corse disponibili in tutti i centri principali, più economiche e affidabili rispetto ai taxi normali (che potrebbero distrattamente dimenticarsi di azionare il tassametro).
Noi abbiamo sempre utilizzato inDrive. L’unica pecca è che serve solo per la prenotazione della corsa: dovrete poi pagare al driver e sempre e solo in contati.
Anche se esistono, vi sconsiglio di partecipare a tour organizzati per spostarvi tra Tunisi, il Bardo, Cartagine e Sidi Bou Said: potete farlo tranquillamente in autonomia utilizzando inDrive, oppure con il treno TGM che collega il centro di Tunisi (dalla stazione Tunis Marine) alle località costiere di La Goletta, Sidi Bou Said e La Marsa.
Un’app come inDrive è anche la soluzione migliore per raggiungere l’Aeroporto di Tunisi-Cartagine o spostarsi dall’aeroporto verso il centro.
E voi? Siete mai stati in Tunisia? State pensando di andarci?

Claudia Moreschi 

