





Stai per organizzare il tuo viaggio in Colombia e non sai bene quali tappe fare? Vorresti vedere tanti posti diversi ma non sei sicuro che due settimane siano sufficienti? O, ancora, non sai come organizzare gli spostamenti e dove alloggiare?
Qui ti racconto il nostro itinerario di due settimane in Colombia e ti do qualche informazione utile sulle cose che dovresti conoscere prima di partire!
Cose da sapere prima di un viaggio in Colombia

Prima di vedere in dettaglio il nostro itinerario di due settimane in Colombia, inizio con qualche considerazione di carattere generale, utile in fase di organizzazione del viaggio:
- Visto di ingresso: per l’ingresso nel paese non è richiesto nessun tipo di visto turistico per soggiorni fino a 90 giorni; se si intende restare per più di 90 giorni, è invece necessario richiedere in anticipo una proroga (a pagamento) all’Ufficio Immigrazione “Migración Colombia”, fino a un massimo di 180 giorni complessivi di soggiorno;
- Check-Mig gratuito: per l’ingresso nel paese, prima della partenza (da 72 ore prima fino ad un’ora prima) è necessario compilare il modulo online Check Mig, un pre-registro migratorio obbligatorio richiesto dalle autorità colombiane per chiunque entri o esca dal paese per via aerea;
- Periodo in cui andare: cambiamento climatico permettendo, i mesi considerati “migliori” peri andare in Colombia sono quelli che vanno da dicembre a febbraio (periodo però non ideale per l’Amazzonia colombiana, per cui sono preferibili luglio e agosto);
- Le app da scaricare: la app numero uno da scaricare è Uber, utilizzabile pressoché dappertutto, affidabile, pratica e più economica rispetto ai taxi locali;
- Contanti o carte: le carte di credito sono accettate quasi dappertutto (anche nelle bancarelle di strada), con l’eccezione di qualche ristorante molto basico o delle zone più sperdute (ad esempio Puerto Nariño in Amazzonia;
- SIM locale o e-SIM: personalmente noi tendiamo ad acquistare una eSIM prima di partire che copra i primi giorni del viaggio e quindi prendiamo una SIM fisica sul posto una volta arrivati se è più conveniente; al nostro arrivo in aeroporto a Cartagena, però, non abbiamo trovato nessun negozio che vendesse SIM locali, quindi per comodità abbiamo rinnovato la nostra eSIM (vi consiglio di dare un’occhiata alle offerte di Airalo: con il codice CLAUDI2758 avrete subito uno sconto di 3€ sul vostro primo acquisto).
Info in breve sul nostro viaggio in Colombia
In che periodo siamo stati in Colombia? Come ci siamo spostati all’interno del paese? Quali compagnie aeree abbiamo utilizzato? Che budget avevamo? Ecco le risposte a queste e altre domande:
- Periodo del viaggio: dal 18 gennaio al 2 febbraio 2026;
- Durata totale del viaggio: 14 giorni (voli di andata e ritorno esclusi);
- Volo internazionale: abbiamo volato per la prima volta con la compagnia Edelweiss (del gruppo Lufthansa, davvero ottima!) con partenza da Zurigo per Cartagena e scalo a Bogotà;
- Mezzi di trasporto usati: abbiamo usato voli interni per spostarci tra le varie città colombiane, con le compagnie Avianca e Clic; abbiamo fatto escursioni in giornata in barca alle Isole del Rosario (da Cartagena) e a Guatapè e dintorni da Medellin, per spostarci nell’Eje Cafatero abbiamo invece noleggiato un’auto (scelta consigliatissima);
- Costo del volo: 740€ (tariffa light con solo bagaglio a mano);
- Costo totale del viaggio: meno di 1.500€ a testa;
- Dove abbiamo dormito: prevalentemente in hotel e guest-house di fascia medio-bassa, ma anche in una splendida finca in una piantagione del caffè.
Il nostro itinerario di due settimane in Colombia

Trattandosi per noi della prima volta in Colombia, il nostro viaggio di due settimane ha coperto alcune delle destinazioni più popolari del paese, ma anche una zona non così frequentata (l’Amazzonia colombiana).
Una postilla: ad essere sincera, prima di partire temevo di aver costruito un itinerario di viaggio troppo denso di tappe che si sarebbe rivelato un tour de force, ma in realtà il tutto si è rivelato molto più tranquillo. Pensavo infatti che un paio di giorni non fossero sufficienti per visitare le singole città (ovvero Cartagena, Medellin e Bogotà), ma invece non è stato così: le principali cose da fare e vedere sono spesso concentrate nella stessa zona e l’esistenza di Uber rende gli spostamenti in città e da/per gli aeroporti comodi e rapidi. Insomma, alla fine sono stata molto soddisfatta del nostro itinerario!
Ecco quindi tutte le tappe in dettaglio, giorno per giorno:
- Giorno 1: arrivati a Cartagena la sera prima, escursione alle Isole del Rosario in giornata (due notti a Cartagena);
- Giorno 2: visita di Cartagena (centro storico);
- Giorno 3: volo da Cartagena a Medellin (due notti a Medellin), visita della città (Comuna 13, Candelaria, metrocable e Giardino Botanico);
- Giorno 4: escursione in giornata da Medellin a Guatapè, lago e Piedra Peñol;
- Giorno 5 e 6: volo da Medellin a Pereira (regione del caffè) con soggiorno in una piantagione del caffè, visita di Filandia e Salento (tre notti: una notte nella finca, una notte a Salento e una a Pereira);
- Giorno 7: trekking nella valle del Cocora e rientro a Pereira;
- Giorno 8 e 9: volo per Bogotà (due notti a Bogotà), visita della città (Candelaria e dintorni);
- Giorno 10-12: volo per Leticia con due notti a Puerto Nariño e una notte a Leticia;
- Giorno 13 e 14: volo da Leticia a Cartagena con scalo a Bogotà, visita di Cartagena centro storico e quartiere Getsemani (una notte a Cartagena).
Le cose da vedere tappa per tappa
Cartagena de Indias (+ Isole del Rosario)


Cartagena è sicuramente la tappa che non può mancare in un viaggio in Colombia: cinta da mura possenti e patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 1984, affascinante e fotogenica, ancora avvolta nel suo passato coloniale, è un piacere vagare senza meta tra vicoli, edifici storici e murales coloratissimi.
Da non perdere il centro storico con Plaza Bolivar, la Cattedrale, il Palazzo dell’Inquisizione, il Monastero di San Pedro Claver, il Castello San Felipe de Barajas, il Museo dell’oro, i bastioni delle mura e l’animato quartiere di Getsemani con la sua sgargiante street-art.
Dove dormire: Cartagena è di gran lunga la città più cara della Colombia, ragione per cui se avete un budget contenuto vi consiglio di alloggiare fuori dalle mura, in zona Getsemani, cercando bene perché il rapporto qualità-prezzo può lasciare a desiderare. In alternativa, se volete provare qualcosa di diverso dai boutique hotel del centro storico, c’è il moderno quartiere di Bocagrande, con alloggi vista mare.
Dove mangiare: il discorso dei prezzi elevati di Cartagena riguarda gli alloggi così come i ristoranti; la cosa bella è che però la varietà è mooolto ampia (ma la qualità non sempre così soddisfacente) e prevede anche molto street-food. A dire il vero, però, nessuno dei ristoranti di Cartagena mi ha conquistata.
Escursione da fare: Cartagena è una porta d’accesso privilegiata al Mar dei Caraibi e permette di averne un piccolo interessante assaggio. La gita classica da Cartagena prevede una uscita in barca, in giornata, alle Isole del Rosario, con possibilità di fare snorkeling, visitare un acquario oltre che pranzare e trascorrere un paio di ore di relax in spiaggia sulla bianchissima Playa Blanca. Le escursioni sono prenotabili tramite gli hotel e le agenzie locali di Cartagena, ma anche online. Noi per mancanza di tempo abbiamo prenotato l’escursione direttamente tramite Viator, e devo dire che ci siamo trovati molto bene.
Medellin


La chiamano “la città dell’eterna primavera” e a ragione: Medellin è baciata da un clima mite e soleggiato che la rende davvero un posto piacevole dove stare (soprattutto se si arriva dal clima caldo-umido di Cartagena).
Vivace ed estesa a perdita d’occhio, collocata nella stretta Valle d’Aburrá, tra la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera Orientale, a 1.500 metri di quota, è una città di contrasti. Un tempo dominava le classifiche delle città con il più elevato tasso di omicidi, oggi invece è visitabile in sicurezza (meglio però evitare la zona della Candelaria la sera).
Da non perdere: la Comuna 13, quartiere un tempo malfamato oggi riconvertito in museo di street-art a cielo aperto, pieno di bar e locali con una vista super panoramica sulla città; il centro storico (la “Candelaria“) con Plaza Botero con le statue di Botero, il Museo di Antiochia e il Palacio della Cultura, il museo della memoria, le diverse linee di metrocable come quella che porta a Santo Domingo e da San Javier ad Aurora, il giardino botanico e la vista sulla città dal quartiere El Poblado.
Dove dormire: la zona più sicura e adatta ai turisti è quella di El Poblado, una bella zona residenziale in collina, che regala delle viste superlative sulla città. Noi ci siamo trovati molto bene alla Casa de los Naranjos, con colazione inclusa, un bel roof-top con vasca idromassaggio e uno staff molto disponibile (abbiamo prenotato l’escursione a Guatapè con loro).
Dove mangiare: se volete godervi una vista di Medellin da una prospettiva davvero speciale, ho il posto per voi: il ristorante Cannario rooftop combina gusti della cucina colombiana e delle Canarie con una vista sulla città davvero splendida.
Eje Cafetero


Insieme alla foresta amazzonica, questa era la tappa che proprio non volevo perdermi in Colombia e ho cercato di afre in modo di ricavarne tre giorni pieni. Tre-quattro giorni sono il tempo minimo ideale per visitare l’Eje Cafetero, la regione del caffè che si estende tra Medellin e Bogotà.
Una regione verdissima, dove pullulano le piantagioni del caffè che hanno reso il caffè colombiano tra i migliori al mondo. Qui abbiamo dormito una notte nella meravigliosa Hacienda Venecia, una finca (una casa rurale) tradizionale colombiana dove abbiamo partecipato a una interessante degustazione di caffè con visita alla fabbrica.
In zona c’è anche molto altro da fare: c’è il coloratissimo villaggio di Filandia, famoso per la lavorazione dei cesti in fibra naturale, e c’è Salento, altro villaggio molto animato porta d’accesso alla famosa Valle del Cocora, dove parte un percorso di trekking imperdibile tra le palme di cera (le più alte al mondo) e la foresta (2 km il percorso breve, 12 km il percorso completo). (Ci sarebbe anche il Parque de los Nevados, dove si incontrano vulcani e ghiacciai ed interessanti percorsi di trekking di più giorni (purtroppo abbiamo dovuto saltarlo perché troppo stretti con i tempi).
Dove dormire: prima della città di Manizales, arrivando da Pereira, vi stra-consiglio la splendida Hacienda Venecia, immersa tra piante del caffè e vegetazione tropicale, dove è possibile dormire in formula hostal oppure lodge, fare passeggiate nella tenuta, degustazioni di caffè e tanti altri tour. Noi abbiamo optato per una camera privata nell’hostal (con colazione inclusa e caffè gratis illimitato) e… non ce ne saremmo mai andati! A Salento ci siamo trovati bene al Hostal Bamboo, un alloggio spartano ma in zona tranquilla, con parcheggio, a cinque minuti a piedi dal centro di Salento, senza colazione ma con possibilità di usare la cucina. L’ultima notte, a Pereira, abbiamo alloggiato al M1145 Aparta Loft: diciamo che va bene ma solo per una nott; ha come punto forte la vicinanza all’aeroporto e il costo contenuto (abbiamo speso 18 euro a notte in due).
Dove mangiare: a Salento non perdetevi il Restaurante Parrilla y Vinos Juan Esteban, proprio nella piazza principale, mentre in piazza a Filandia vi consiglio El Rancho: le arepa sono davvero super!
Bogotà


Se Medellin è totalmente diversa da Cartagena, Bogotà è tutt’altra cosa ancora! Nella capitale siamo a circa 2.600 metri di altezza (che diventano oltre 3.100 se salite con il teleferico o la funicolare sulla collina del Montserrate). Seriosa e ricca di musei e palazzi governativi presidiati dall’esercito, Bogotà ha un aspetto 100% andino.
La città è immensa ma le cose da vedere si concentrano nella Candelaria, la zona che corrisponde al centro storico (che è anche la zona di Bogotà più sicura e tranquilla per i turisti). Come prima cosa da vedere segnatevi il Museo Botero (gratuito!) con oltre 200 opere dell’artista colombiano, ma anche opere di Dalì, Picasso, Chagall, Monet, etc. Gratuiti sono anche il Museo della Moneda, il Museo de Arte (attigui al Museo Botero), ma anche il Museo storico della polizia, che racconta anche un piccolo spaccato della lotta al narcotraffico.
Da non perdere sono anche lo splendido Museo dell’Oro, per ammirare manufatti straordinari dell’era precolombiana, la Plaza Bolivar con la cattedrale, il Capitolio e il vicino Museo di Santa Clara e la Chiesa di San Francisco, la più antica di Bogotà (è del 1550).
Dove dormire: senza ombra di dubbio vi consiglio Casa Muntù, una vera casa colombiana con camere e bagni per gli ospiti, in pieno centro, a un passo dal Museo Botero e dai ristoranti (gli host sono gentlissimi ed è possibile usare la moderna e attrezzata cucina).
Dove mangiare: per la pausa pranzo vi consiglio il Candelaria Cultural, economico e abbondante, con menù a prezzo fisso; per cena vi consiglio il Sitio Casa Candelaria, un mix tra un ristorante e un negozio di antiquariato, a La Hamburgueseria Candelaria.
Leticia e Puerto Nariño


Dove dormire: a Puerto Nariño ci siamo trovati molto al Waira Selva Hotel, un hotel interamente in legno con camere grandi e confortevoli e un bel rooftop da cui ammirare il fiume; tramite lo staff dell’hotel (gentilissimo) abbiamo avuto il contatto della guida indigena con cui abbiamo esplorato la foresta. Per l’ultima notte, a Leticia, abbiamo optato per una soluzione economica ma comoda perché vicina all’aeroporto: abbiamo dormito presso la Casa Nora & Alejo (la soluzione è spartana ma mi è dispiaciuto andarmene perché i padroni di casa sono dolcissimi!).
Dove mangiare: a Puerto Nariño abbiamo provato diversi posti e vi possiamo garantire che il posto migliore dove mangiare è sicuramente il Casa Jaguar restaurante-bar, con un interessante mix di sapori colombiani, brasiliani e peruviani (ci tornerei subito!). A Leticia vi consiglio El Santo Angel, che fa cucina fusion.
Letture consigliate sulla Colombia
Volete immergervi nell’atmosfera colombiana prima o durante il viaggio? Qui vi do qualche consiglio a tema letterario:
- Dell’amore e di altri demoni di Gabriel García Márquez: è ambientato a Cartagena nel Settecento, durante gli anni della tratta degli schiavi. Oltre alla storia personale, l’opera offre uno spaccato vivido di quegli anni: la società coloniale, la presenza degli schiavi africani, le tensioni tra culture diverse, il potere della Chiesa e le superstizioni dell’epoca.
- Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez: racconta la storia della famiglia Buendía lungo più generazioni nel villaggio immaginario di Macondo. Attraverso amori, guerre, sogni e tragedie, il romanzo mostra la ciclicità del destino e la solitudine che segna ogni membro della famiglia;
- Millevite – Viaggio in Colombia di Silvia Di Natale: racconta il viaggio della backpacker Silvia Di Natale, che parte da sola con uno zaino per trascorrere sei mesi in Bogotá e attraversare la Colombia. Determinata a superare pregiudizi su un paese poco conosciuto, sceglie di scoprirlo attraverso le persone: ascolta storie, raccoglie confessioni e intreccia incontri lungo strade difficili, tra piantagioni di caffè e campi di coca.

Claudia Moreschi 

