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Meglio zaino o trolley?

Secondo me il mondo dei viaggiatori si divide in due: chi viaggia con lo zaino e chi viaggia con il trolley. C’è chi non si stacca dallo zaino neanche se deve andare via due giorni (per poi ritrovarsi a litigare con le hostess della Ryan Air) e chi invece il trolley se lo porta anche in mezzo al deserto (per poi scoprire che le rotelle non scorrono sulla sabbia..). Ovviamente sto scherzando (ed estremizzando), ma in effetti il dilemma zaino o trolley è uno dei grandi classici che molti viaggiatori si trovano ad affrontare.

Personalmente non sono una talebana dello zaino (anche se finisco per preferirlo) e tendo a usarlo soprattutto per i viaggi lunghi, i più avventurosi, lasciando il trolley per i weekend in qualche capitale europea. Il dilemma si è però presentato prima della partenza per il mio viaggio a New York: partire zaino in spalla da brava backpacker o con il mio comodo e capiente trolley? Alla fine ho optato per il trolley, ma me ne sono amaramente pentita (New York è sì una città iper-civilizzata, ma molte stazioni della metro non hanno una scala mobile), soprattutto visto che il mio appartamento si trovava al quinto piano di un edificio senza ascensore.

Chi dei due è meglio quindi? Zaino e trolley hanno ognuno vantaggi e svantaggi. Vediamo insieme chi dei due ha la meglio!

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10 trucchi per risparmiare in viaggio

Alzi la mano chi di voi non vorrebbe viaggiare a tempo indeterminato, incuranti di tutto e di tutti, senza restrizioni e senza limiti, pronti a tutto pur di realizzare i propri sogni e scoprire il mondo. Se siete qui a leggere il mio blog molto probabilmente anche voi sarete affetti da quella strana malattia che si chiama Wanderlust e che porta a partire appena c’è la possibilità.

Il problema è che purtroppo non sempre è possibile partire così spesso come vorremmo. Il motivo principale? Generalmente i soldi. Allo stesso tempo però bisogna anche sfatare il luogo comune per cui per viaggiare spesso si debba essere dei milionari. Insomma, viaggiare è possibile anche se non si è Briatore. Basta seguire qualche piccolo trucco per risparmiare in viaggio, come questi.

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Bagni dal mondo, ovvero l’arte di sapersi adattare

Se anche voi non siete assidui frequentatori di hotel a quattro stelle (..), ma viaggiate spesso e volentieri in modo indipendente e con un budget basso, ne avrete trovati a bizzeffe. Angusti, più o meno puliti, immancabilmente con qualche tubo che perde, la doccia che “acqua calda” non sa cosa sia, carta igienica (quando c’è) che sembra carta vetrata, fino ai casi più estremi, in cui finite per preferire la soluzione en plen air, che anche se salta fuori un leone all’improvviso va comunque meglio.

I bagni dal mondo mi appassionano. Andare alla scoperta dei bagni in giro per il mondo è una cosa che mi diverte da sempre. E da sempre mi diverto a fotografarli (soprattutto i peggiori). Ecco qualche carrellata di bagni (mostruosi) dal mondo. Ma anche con qualche eccezione positiva.

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5 tipi da ostello che sarebbe meglio non incontrare mai

Se c’è una cosa che serve frequentando gli ostelli è una buona dosa di fortuna. Perché sì, diciamocelo, scegliere di dormire in un ostello anziché in una solitaria stanza d’albergo è vantaggiosa sono molti punti di vista (è una soluzione più economica, si conosce gente da tutto il mondo, si fa amicizia..), ma non è tutto così rose e fiori.

Chi frequenta gli ostelli lo sa benissimo: prima o poi capita a tutti di incontrare il compagno di dormitorio non proprio ideale, ma questo fa parte del gioco. Insomma, negli ostelli la differenza la fanno le persone, sia nel bene sia nel male. Alla fine il trucco sta nel prenderla con filosofia, avere un minimo di adattabilità e tenere a bada la pazienza.

Negli ostelli ci sono delle figure ricorrenti in cui capita di imbattersi con una certa frequenza rispetto ad altre. I più temibili sono questi.
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Piccoli lussi per coccolarsi in viaggio

Sia che stiate per partire zaino in spalla o trolley al seguito, per mare, monti, destinazioni esotiche o città europee, c’è sempre un problema con il quale si deve convivere: la mancanza di spazio. Bisogna perciò essere bravi a selezionare solo le cose essenziali e lasciare a casa gli oggetti inutili (a meno che viaggiate in business class con un limite di peso massimo di 30 kg, in quel caso potete sbizzarrirvi).

La notizia bella è che con l’esperienza in genere questa capacità migliora e con il tempo si può diventare bravini (io i miei “mai più senza” ormai li ho individuati da tempo). Ma non si può vivere sempre e solo di privazioni: ogni tanto si deve fare qualche strappo alla regola e portare con sé anche qualche piccolo genere di conforto, ovvero qualche oggetto che ci fa sentire a casa e che ci serve per viziarci anche mentre siamo in viaggio. Anche se viaggiamo low budget.

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