
Immaginate una strada costiera brulla e solitaria, che passa attraverso distese infinite di deserto e sale, relitti di navi e stormi di cormorani, silenzi immensi e il blu intenso dell’Oceano Atlantico che ruggisce con le sue onde indomite: questa è la Skeleton Coast, una delle zone più remote e desolate della Namibia (e forse anche del mondo intero).
Perché andarci allora? Cosa c’è da vedere? Dove dormire? Come esplorarla? Ecco il mio resoconto di viaggio e i miei consigli!
Skeleton Coast: la costa del silenzio e dei relitti


Si tende a identificare la Skeleton Coast con l’interminabile tratto di costa che va dalla foce del fiume Cunene, al confine con l’Angola, fino alla foce del fiume Swakop, alle porte della città di Swakopmund. In realtà, per essere corretti, la Skeleton Coast propriamente detta è quella compresa all’interno dello Skeleton Coast National Park, un’area naturale protetta istituita nel 1971 che copre 16.845 km2, fino al fiume Ugab, 200 chilometri a nord di Swakopmund.
Siamo nel nord-ovest della Namibia, sulle coste atlantiche, in un territorio desertico remoto e selvaggio del tutto inabitato. Il nome “Skeleton Coast” è legato alla presenza di numerose carcasse di navi che nel corso del tempo si sono arenate lungo la costa per via dei forti moti ondosi prodotti dalla corrente del Benguela. Per questi motivi, i boscimani l’hanno sempre chiamata “la terra creata da Dio con rabbia” e i portoghesi “le sabbie dell’Inferno” (as areias do inferno).
Oggi ospita solo qualche zona designata per la pesca, frequentata per lo più da turisti sudafricani, relitti di navi arenati nella sabbia e carcasse di vecchi impianti minerari abbandonati.
Le regole di accesso al parco

Accedere a questo pezzo di Namibia dimenticato da Dio significare sottostare a precise regole:
- Non si entra senza permesso ufficiale
- Si può campeggiare SOLO nei camping ufficiali o lodge autorizzati
- È vietato guidare fuori dalle strade/piste segnate
- Tutti i rifiuti devono essere portati fuori dal parco
- Non si possono disturbare gli animali
- Il limite di velocità massimo è 60 km/h
All’interno del parco c’è un campsite (Il Torra Bay Camping Ground) e un complesso di chalet (il Terrace Bay Resort) dove è possibile fermarsi per la notte. Chi ci transita senza fermarsi per la notte lo può fare, ma entrando prima delle 13:00 e uscendo entro le 15:00 dello stesso giorno. In ingresso ci si deve fermare ai gate per compilare i formulari con i propri dati (stessa cosa da fare all’uscita) e pagare il permesso di ingresso:
- Adulti stranieri: circa 80–100 dollari namibiani (N$) al giorno
- Auto (fino a 10 posti): circa 10–30 N$ al giorno.
L’accesso al parco è possibile attraverso due soli gate:
- Springbokwasser Gate (o Springbokwater): l’ingresso settentrionale, sulla strada C39
- Ugabmund Gate (Ugab River Gate): l’ingresso meridionale, vicino al fiume Ugab.
Noi siamo entrati nello Skeleton Coast Park arrivando da nord, da Twyfelfontein, con destinazione Swakopmund. Lungo il tragitto ci siamo fermati una notte al Mile 108 Camp, 30 chilometri fuori dal parco.
Ma cosa c’è da vedere lungo la costa?
Cosa vedere lungo la Skeleton Coast

Diciamolo subito: la Skeleton Coast non è un posto che visitano in molti, anzi. Noi ci siamo ritrovati a percorrerla per più di due ore senza incrociare nessun’altra anima viva (e quando è capitato, si trattava solo di un pescatore solitario).
Qui non ci vengono in molti forse perché questo ampio tratto di costa non presenta grosse attrattive, anzi, non ce n’è proprio nessuna. Eppure nel suo non esserci nulla, c’è tutto. Ci si può imbattere in qualche iena e sciacallo, springbok e orici, ma anche (se siete davvero fortunati) qualche leone del deserto verso Mowe Bay (che però sono molto difficili da vedere) .
Insomma, non c’è molto da elencare nella lista delle cose da fare e vedere. C’è la linea della costa che sembra non finire mai, la schiuma delle onde che si infrange con rabbia, le dune di sabbia che sembrano vogliano toccare il mare, la strada che a tratti quasi si confonde tra la sabbia e il bianco abbagliante del deserto salato. In alcuni giorni c’è pure la nebbia portata dall’umidità dell’oceano che avvolge e cancella ogni cosa.
Entrando dal Springbowasser Gate, a nord, noi per prima cosa ci siamo spinti in esplorazione per un pezzetto a nord fino a Terrace Bay, quindi siamo scesi a sud fino al Mile 108, il nostro camp-site in riva all’oceano (da Terrace Bay al Mile 108 sono 200 chilometri di strada).

Volendo ci si può spingere altri 80 km a nord di Terrace Bay, fino a Mowe Bay, dove termina la strada, o meglio dove c’è il limite oltre il quale non si può proseguire liberamente in auto (da lì si può continuare solo con tour organizzati o lodge autorizzati).
Purtroppo non ci stavamo nei tempi quindi dopo aver fatto qualche foto a Terrace Bay siamo tornati a sud passando per Torra Bay e Toscanini:
- Terrace Bay: è uno dei migliori spot della Namibia per la pesca sull’oceano Atlantico; qui si trova solo un lodge sulla spiaggia con camere, ristorante e bar, una mini-stazione di servizio e un negozio minuscolo;
- Torra Bay: qui c’è un campsite aperto solo durante le vacanze estive namibiane (il nostro inverno) con un piccolo negozio che ha beni di prima necessità, acqua, corrente e rifornimento di carburante;
- Toscanini: un ex insediamento minerario oggi abbandonato, priva di alcun tipo di servizio;
- Old oil Rig: 10 km a sud della località Toscanini, ospita una vecchia piattaforma di perforazione usata in passato per prospezioni petrolifere oggi in stato di degrado;
- Cape Cross Seal Reserve: 80 km a sud dal gate meridionale, ospita una copiosa colonia di foche ed è sicuramente la meta più interessante lungo la costa prima di arrivare alla cittadina di Swakopmund.

Come esplorare la Skeleton Coast

Per esplorare la Skeleton Coast — così come per tutta la Namibia in realtà — è necessario un veicolo privato. Di mezzi pubblici non ne abbiamo visti in nessun angolo del paese, men che meno qui (se state pensando di girare la Namibia con i mezzi pubblici… beh, accantonate subito l’idea).
La cosa migliorare per godersi la costa è fare un self-drive, possibilmente con pick-up e tenda sul tetto al seguito, come abbiamo fatto noi e come fa la maggior parte dei viaggiatori.
La strada lungo la costa è pianeggiante e abbastanza ben pavimentata, ma brulla e a tratti ricoperta di sabbia. Un mezzo 4X4 non è obbligatorio per entrare nel parco, ma resta sempre la scelta migliore in questo angolo di mondo.
Dove dormire


I posti dove è possibile dormire lungo la Skeleton Coast si contano davvero sulle dita di una mano.
Scendendo da nord a sud si trovano:
- Terrace Bay Resort: all’interno del parco, offre chalet sulla spiaggia e camere doppie, ed è frequentato soprattutto dagli amanti della pesca;
- Torra Bay Campsite: anch’esso all’interno del parco, è un campeggio essenziale, attivo solo durante i mesi estivi namibiani (dicembre e gennaio);
- Mile 108: appena fuori dai confini del parco, offre chalet e aree campeggio sulla spiaggia con bagno e veranda in muratura (per ripararsi dal vento) e un piccolo negozio di generi alimentari; la cosa bella è che è aperto tutto l’anno e molto economico;
- Mile 72: offre chalet e area campeggio, ma è aperto solo a dicembre e gennaio;
- Jakkalsputz. un campsite molto basico 60 km a nord di Swakopmund, aperto solo a dicembre e gennaio;
Queste soluzioni di alloggio sono prenotabili tramite il NWR (Namibia Wildlife Resorts ), l’ente statale che gestisce la maggior parte dei lodge e campeggi situati dentro i parchi nazionali. Qui il loro sito dove potete visionare le strutture e prenotare.
Una menzione a parte merita l’Hoanib Skeleton Coast Camp, un camp molto lussuoso (da 1.190$ a notte a persona) situato a nord, nell’entroterra desertico e non raggiungibile da strade (solo in aereo).


Claudia Moreschi 

