Se c’è una cosa che mi fa raggiungere la pace dei sensi, a casa o in viaggio, e che mi rende davvero felice (sì, mi accontento di poco), è quando mi imbatto (e fortunatamente succede spesso) in quell’insieme di corde e tessuti tenuto insieme da due ancoraggi comunemente noto come amàca (con l’accento sulla seconda “a” come ricorda l’Accademia della Crusca).
Un aggeggio semplice, possibilmente fatto di fibre naturali, comodo e che occupa poco spazio che per me è sinonimo di relax, calma e pace interiore.
Ma qual è la storia dell’amaca? Dove e quando è nata?









Claudia Moreschi 
