




Ero stata in Sicilia diverse volte, ma ogni volta tornavo a casa con un grande rimpianto: non aver ancora affrontato la salita sull’Etna nonostante io sia un’amante dei vulcani. Quest’anno – è proprio il caso di dire finalmente – ho colmato quella mancanza, e ora sono qui per raccontarvi com’è andata. (Spoiler: è stato splendido!)
Volete sapere come si organizza la salita sulla vetta dell’Etna e quali escursioni sono possibili? Volete sapere cosa è possibile fare in autonomia? Ve ne parlo in dettaglio qui!
Versante nord o versante sud?

Quando si parla di Etna, una delle prime scelte da fare è: versante nord o versante sud? Entrambi offrono esperienze spettacolari, ma con caratteristiche molto diverse.
Versante sud (Rifugio Sapienza – Nicolosi)
Si tratta del versante più turistico e accessibile, con maggiori servizi: qui si trovano la funivia dell’Etna, il celebre Rifugio Sapienza, negozi di souvenir e ristoranti. È il punto di partenza per le escursioni guidate che combinano funivia + bus, e anche per passeggiate in autonomia verso i Crateri Silvestri e altri sentieri panoramici. Insomma, è l’ideale per chi ha poco tempo, viaggia con bambini o non vuole affrontare un trekking impegnativo.
Al momento però (luglio 2025,) per via delle recenti attività vulcaniche, dal versante sud non è possibile la salita ai crateri sommitali.
Versante nord (Piano Provenzana – Linguaglossa)
Decisamente più selvaggio e meno affollato, è il punto di partenza per le escursioni guidate fino ai crateri sommitali a quota 3.300 (quando il vulcano lo consente). Qui non ci sono funivie, si sale con speciali bus 4×4 e poi a piedi.
Il paesaggio è più aspro e lunare, con un fascino quasi marziano. È il versante perfetto per chi ama il trekking e cerca un’esperienza più autentica e immersiva.
Ma ora vediamo in dettaglio quali sono le possibilità per chi vuole salire sull’Etna.
Come salire sull’Etna

Con i suoi 3.300 metri di imponente altezza, l’Etna è il vulcano più alto d’Europa e tra i vulcani più attivi di tutto il mondo. Viene classificato come uno stratovulcano, ossia un vulcano conico con pendii ripidi, formato dalla sovrapposizione di lava e ceneri, la cui attività si caratterizza per eruzioni periodiche di tipo esplosivo.
Organizzare una salita sull’Etna richiede una certa pianificazione (le cose possibili da fare sono svariate), ma soprattutto una buona dose di fortuna: ovviamente è possibile salire solo nei momenti in cui il vulcano non manifesta alcun tipo di attività eruttiva pericolosa, cosa che purtroppo si verifica con una certa frequenza.
Prima di organizzare un’escursione in vetta oppure alle sue pendici, è bene sapere che ci sono diverse attività tra cui scegliere:
- Si può salire da soli in funivia dal versante sud fino a 2.500 metri;
- Si può fare un’escursione guidata che combina funivia e percorso in bus fino a una certa altezza;
- Si possono raggiungere i crateri sommitali (quota 3300 metri) partecipando a escursioni organizzate con guide vulcanologiche abilitate;
- Si può fare base al Rifugio Sapienza, ai piedi del vulcano (1.20 metri di quota), sul versante sud, e visitare in autonomia i Crateri Silvestri e fare escursioni nei dintorni.
Ora vediamo meglio quali sono le differenze punto per punto.
Salita sull’Etna in funivia

Questa è l’opzione più comoda e facile, accessibile a tutti: la funivia dell’Etna si trova sul versante sud (qui la posizione), a pochi passi dal Rifugio Sapienza, nel comune di Nicolosi (CT). È il punto più pratico da raggiungere dalla zona di Catania (in auto ci vuole circa un’ora).
La funivia copre i 600 metri di dislivello in circa 15 minuti. Si parte da quota 1.923 e si arriva a 2.500 metri di altezza.
Una volta arrivati in cima, è possibile assaporare piatti tipici siciliani presso la stazione di arrivo e rilassarsi sulla terrazza che regala una vista panoramica che spazia dai crateri sommitali dell’Etna fino al mare. Da lì in poi non è possibile proseguire da soli verso la cima: per farlo, l’unica possibilità è quella di partecipare a un tour guidato.
Al momento in cui vi scrivo – luglio 2025 – l’Etna è in una fase di forte instabilità: per questo motivo le escursioni guidate arrivano al massimo a un’altitudine di 3.000 metri, ma non ai crateri sommitali (da lì, si può godere della vista sul Cratere di Sud-Est, uno dei crateri più attivi dell’Etna). Questo tipo di escursione ha un costo di €50 a persona + €52 per la funivia (trovate tutte le info qui).
La funivia è operativa tutti i giorni dell’anno, dalle 8:45 alle 16:00 (salvo condizioni metereologiche avverse), con l’ultima discesa alle 15:50; in alta stagione gli orari sono in genere estesi fino alle 16:45. I biglietti costano 52€ a persona andata e ritorno, 30€ i bambini, e possono essere acquistati sul posto oppure in anticipo sul sito delle funivie.
Salita sull’Etna fino ai crateri sommitali


Se il vostro sogno è quello di salire fin sulla vetta dell’Etna c’è un’unica possibilità al momento: partecipare a un’escursione guidata con le Guide Vulcanologiche Etna Nord, come ho fatto io. In questo caso non si parte da sud, ma da Piano Provenzana, sul versante nord del vulcano. Siamo a 1.810 metri di quota, nel comune di Linguaglossa (CT). Qui la posizione esatta.
Su questo versante non c’è alcuna funivia. Come dicevo sopra, c’è il divieto assoluto di avventurarsi in autonomia ai crateri sommitali (si rischia una multa): l’unica possibilità per raggiungere la cima è quella di partecipare a un’escursione guidata.
L’escursione guidata prevede la salita in speciali bus 4×4 (fighissimi!) fino a circa 2.800 metri di quota, quindi si prosegue a piedi fino ai crateri sommitali. In totale è previsto un percorso di circa 5 km, con circa 500 metri di dislivello. Il sentiero non è pericoloso né esposto, è richiesto comunque un buon allenamento fisico. Il trekking è possibile dai 13 anni in su.
Anche se non avete con voi tutta l’attrezzatura, è possibile noleggiarla dalle guide: incluso nel prezzo dell’escursione c’è la possibilità di avere scarponi, giacche a vento, bastoncini da trekking oltre al casco, obbligatorio per l’ultimo tratto della salita sull’Etna. Il costo dell’escursione è di 120€ a persona. Si parte intorno alle 08:00 della mattina e si fa rientro intorno alle 13:00; l’escursione è possibile tutto l’anno.


C’è poi l’incognita malessere legato all’altitudine: trattandosi di un tracciato che si sviluppa in alta quota può capitare di accusare sintomi di affaticamento o di mal di montagna. Si procede comunque a ritmo lento, senza fretta, quindi non aspettatevi niente di trascendentale. Si fanno soste frequenti per rifocillarsi, le guide sono prodighe di spiegazioni. Tutte le escursioni vengono eseguite nel rispetto dei livelli di rischio vulcanologico.
Inutile dire che l’esperienza è memorabile: per la vista incredibile sulla costa e sullo Stretto di Messina, per l’aspetto brullo e lunare del paesaggio spoglio scolpito dalle eruzioni, e soprattutto per la maestosità del vulcano che si rivela un po’ alla volta in tutta la sua magnifica essenza. Se amate il trekking non potete perdervi la salita ai crateri di sua maestà ‘a Muntagna.
Il Rifugio Sapienza e i Crateri Silvestri

Se non vi interessa raggiungere la cima del vulcano, né salire in quota con la funivia, potete sempre immergervi tra gli spettacolari paesaggi delle pendici del vulcano soggiornando una notte nel mitico Rifugio Sapienza o esplorando i suoi dintorni. Dormire al rifugio è la cosa migliore se volete partecipare a un tour con salita in funivia + bus fino a quota 3.000 (il tour parte alle 08:00 della mattina).
Il più celebre fra i rifugi sulle pendici dell’Etna, oltre che quello alla quota più elevata, il rifugio oggi è in realtà un comodo hotel con stanze in stile montano e un moderno bar-ristorante dove fare scorpacciata di leccornie siciliane in una atmosfera accogliente. Tramite il rifugio è possibile prenotare il trekking guidato fino a quota 3.000 con salita in funivia + bus fino alla Torre del Filosofo.
Intorno al rifugio c’è anche qualche interessante passeggiata che è possibile fare in autonomia. Si possono visitare i Crateri Silvestri, un paio di coni vulcanici facilmente accessibili con una bella vista sulla costa sottostante, e fare escursioni lungo sentieri come la Schiena dell’Asino che offre una vista spettacolare sulla Valle del Bove. Il tutto in totale autonomia.
La nostra idea iniziale era quella di dormire al Rifugio Sapienza per goderci l’atmosfera, esplorare i dintorni e quindi essere già sul posto per l’escursione in quota il giorno dopo. A causa dell’instabilità del vulcano non ci è stato possibile salire dal versante sud, quindi la mattina dopo abbiamo dovuto partire presto per raggiungere Piano Provenzana, sul versante nord. È stata una sfacchinata mattutina (ci vuole un’ora di strada per spostarsi tra i due punti), ma ne è valsa comunque la pena perché abbiamo avuto modo di esplorare anche il versante sud.
Quando andare sull’Etna

L’Etna è visitabile tutto l’anno, ma le condizioni variano molto. In inverno in alta quota la neve è onnipresente (in inverno sull’Etna si scia!) e le normali escursioni potrebbero non essere praticabili o limitate, ma si organizzano ad esempio ciaspolate.
L’estate è il periodo con maggiore affluenza, ma anche quello con il meteo più stabile. In primavera e autunno si trovano condizioni ideali per il trekking, con temperature più miti e meno turisti.
Noi ci siamo stati a fine maggio. Nonostante le temperature miti, c’era ancora molta neve lungo il percorso (aveva nevicato giusto un paio di giorni prima che noi salissimo). Per questo il bus 4×4 ci ha fatti scendere a una quota più bassa del previsto perché impossibilitato a proseguire.
Siamo però stati molto fortunati: la giornata era limpidissima, con una visibilità eccezionale, e il vulcano ancora relativamente tranquillo. Solo una settimana più tardi ha dato però in escandescenze (vi ricordate le violente esplosioni del 2 giugno 2025? Ecco, noi eravamo lì sono una settimana prima).
Prima di salutarvi, vi lascio qualche promemoria sulle cose che è utile portare con voi.
Cosa portare per salire sull’Etna
State pensando di affrontare la salita sull’Etna, magari proprio fino alla sommità come ho fatto io? Ecco, ci sono un po’ di cose da tenere a mente:
- Anche in estate in quota fa freddo: serve abbigliamento adeguato (maglie termiche, abbigliamento a strati, antivento, pantaloni lunghi) e uno zaino capiente;
- Servono scarpe da trekking e giacca antivento: se comunque non volete portarle con voi potete sempre prenderle a noleggio dalle guide;
- Il casco è obbligatorio per salire in vetta e viene fornito dalle guide;
- Non dimenticate di portare con voi crema solare e occhiali da sole: in alta quota il sole picchia, ancor di più se c’è neve;
- Acqua e cibo non sono compresi nel trekking guidato: arrivate attrezzati o in alternativa fate provviste ai bar di Piano Provenzana prima di partire.
Ho detto tutto sulla salita sull’Etna? Oppure mi sono dimenticata di qualcosa? C’è qualche cosa che vorreste sapere? Chiedetemi pure!

Claudia Moreschi 

Grazie per i dettagli: ne farò tesoro c la mia prossima vacanza!
Vorrei però un consiglio: è fattibile fare i trekking sull’Etna con il cane?
Ciao Barbara! Grazie a te per aver apprezzato il mio articolo!
Non sono sicura che i cani siano ammessi sui crateri sommitali e/o su tutti i sentieri. Dovresti provare a chiedere direttamente a https://parcoetna.it/ oppure a https://guidevulcanologicheetna.it/