





Se stai pensando a un viaggio a Zanzibar, sicuramente avrai in mente le sue lunghe spiagge bianche, i tramonti infuocati e lo snorkelling nell’oceano. Un viaggio a Zanzibar secondo me non può però prescindere da una tappa a Stone Town, la sua capitale: una tappa utile per conoscere di più sulla storia dell’isola, sulla sua cultura e vita quotidiana al di là delle spiagge più frequentate.
Cosa c’è da vedere a Stone Town? Quanto tempo dedicarle? Come organizzare la visita? Te ne parlo qui.
La storia di Stone Town in breve
La storia di Stone Town è strettamente legata alla sua anima multietnica, che affonda le radici nella cultura swahili. Già a partire dal primo millennio, arabi e persiani iniziarono a stabilirsi lungo la costa dell’Africa orientale, mescolandosi con le popolazioni bantu locali e dando vita a città portuali ricche di scambi e contaminazioni culturali. Anche se Stone Town si sviluppò più tardi rispetto ad altri centri della costa, la sua architettura e la sua identità riflettono ancora oggi questa fusione di influenze arabe, persiane, indiane e africane.
La vera nascita della città risale però all’Ottocento, quando Zanzibar faceva parte del Sultanato dell’Oman. Nel 1840 il sultano Said bin Sultan trasferì qui la capitale, trasformando Stone Town in un importante centro politico e commerciale. Dopo la separazione dall’Oman e un breve periodo come sultanato indipendente, Zanzibar passò sotto il controllo britannico nel 1890.
Durante il periodo coloniale inglese, la città rimase un nodo fondamentale del commercio nell’Oceano Indiano, soprattutto per il traffico di spezie ma anche – fino all’abolizione – per il commercio degli schiavi. Nel 1964 una rivoluzione sull’isola portò alla caduta del sultanato e a profondi cambiamenti politici e sociali.
Come è Stone Town oggi? Perché visitarla? Multi-sfaccettata e pullulante di vita, è un luogo in cui ogni vicolo racconta un frammento di questa storia complessa e affascinante. Per visitarla basta una mezza giornata abbondante e i tour sono possibili da ogni parte dell’isola: non perderti l’occasione di visitarla!
Cosa vedere a Stone Town
Il mercato delle spezie


Secondo me la visita di Stone Town non può non iniziare da qui, ovvero dal suo profumatissimo e coloratissimo mercato. Propriamente detto Darajani Bazaar (Marikiti Kuu in swahili), è il mercato storico della città. La struttura principale fu costruita nel 1904 da Bomanjee Maneckjee per il sultano omanita Ali bin Hamud, ma nel corso del tempo è stata ampliata e restaurata.
Oggi Darajani è soprattutto un mercato alimentare: tra i banchi si trovano pesce appena pescato, carne, frutta tropicale, cereali e spezie di ogni tipo. Accanto alle aree dedicate al cibo, non mancano però le botteghe che vendono un po’ di tutto, dall’abbigliamento all’elettronica di consumo, rendendolo uno dei luoghi migliori per osservare la vita quotidiana di Stone Town.
Il mercato è il posto giusto dove fare incetta del souvenir per eccellenza di Zanzibar: le spezie! Ricordati però di confrontare le offerte dei vari venditori e di barattare sempre sul prezzo.
Il lungomare di Forodhani


Nel nucleo storico della città di Stone Town, proprio davanti al mare, nei pressi del vecchio Forte (Ngome Kongwe) si trovano i Forodhani Gardens. Si tratta di un posto molto piacevole dove passeggiare ammirando le barche e il mare, molto frequentato anche dagli abitanti del posto.
Questo è anche il posto giusto dove venire per mangiare: ci sono diversi ristoranti affacciati sul mare per i turisti, ma anche bancarelle e ristoranti semplici frequentati anche dai local. Dopo il tramonto il lungomare si riempie di bancarelle e venditori di cibo.
I palazzi storici


Nella zona del lungomare si concentrano gli edifici storici più antichi della città, come il Vecchio Forte, la Casa delle Meraviglie, la Casa del Sultano e il Vecchio Dispensario.
- Vecchio Forte: costruito alla fine del XVII secolo dai portoghesi e poi ampliato dagli omaniti a scopo difensivo, nel corso del tempo fu utilizzato anche come prigione, caserma e deposito; è aperto tutti i giorni dalle 08:00 alle 18:00 ed è visitabile;
- Casa delle meraviglie: costruito nel 1883 come edificio cerimoniale per volere del sultano Barghash bin Said, deve il suo nome al fatto di essere stato la più grande struttura di Zanzibar e un edificio all’avanguardia per l’epoca: il primo dell’isola ad avere l’elettricità e il primo dell’Africa orientale a essere dotato di ascensore; al momento (ottobre 2025) è chiuso perché in fase di ristrutturazione e non c’è ancora una data certa di riapertura;
- Museo del Palazzo: noto anche come Palazzo del Sultano (o Beit el-Sahel), costruito alla fine del XIX secolo come residenza della famiglia reale, dopo la rivoluzione del 1964 fu utilizzato come sede del governo; dal 1994 è stato trasformato in museo dedicato alla storia della famiglia reale di Zanzibar (al momento però è chiuso);
- Vecchia Farmacia: sempre affacciato sul lungomare di Mizingani Road, l’imponente palazzo dell’Old Dispensary spicca per il suo colore azzurro-verde e le sue decorazioni ricche di balconi intagliati, stucchi e mosaici; oggi ospita un piccolo museo dedicato alla storia dell’isola.
Il vecchio mercato degli schiavi


La storia di Zanzibar è ahimè legata a doppio filo alla triste piaga della schiavitù (ufficialmente abolita sull’isola nel 1897). Per saperne di più c’è un luogo da non perdere a Stone Town: il vecchio mercato degli schiavi.
In una ampia piazza dove un tempo si svolgeva il mercato degli schiavi, oggi sorge la Cattedrale Anglicana di Cristo, costruita intorno al 1873. Inglobato alla chiesa c’è il Memorial Museum, che illustra e racconta in dettaglio le condizioni di vita degli schiavi e come si svolgeva il mercato; sono inoltre visitabili alcune celle originali di detenzione degli schiavi.
All’ingresso della chiesa viene assegnata una guida che accompagna alla visita degli interni della cattedrale prima e alle celle poi, per finire nel museo.
Chi vuole approfondire la storia della tratta degli schiavi, può fare visita anche a Prison Island, un isolotto al largo di Stone Town oggi riserva naturale dove si trovano le rovine di una antica prigione. In tutta Zanzibar vengono proposti tour combinati con visita di Stone Town + Prison Island; è possibile organizzare la visita anche direttamente dal molo di Stone Town.
La casa-museo di Freddie Mercury


Non tutti sanno che la città d Stone Town ha dato i natali niente di meno che a Farrokh Bulsara, l’istrionico Freddie Mercury leader dei Queen. Freddie nacque in una casa modesta nel centro di Stone Town, per la precisione a Kenyatta Road.
Oggi parte della casa natale è stata trasformata in museo: in mostra ci sono fotografie di Freddie Mercury, cimeli e vestiti di scena. Il museo è aperto tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00; il biglietto d’ingresso costa circa 8 dollari.
I vicoli di Stone Town


Per apprezzare al meglio il centro storico di Stone Town c’è una cosa da fare: vagare a caso tra i suoi vicoli, anche perdendosi un po’. Il centro storico della città è infatti un dedali di viuzze e vicoli ombreggiati dove ci si imbatte in portoni persiani finemente intagliati, vecchie moschee e case coloniali, alcune restaurate e riportate agli antichi splendori e altre lasciate in stato decadente.
Hai paura di perderti? Aiutati con una mappa (o Google Maps, ancora meglio), oppure, molto più semplicemente tieni come punto di riferimento il lungomare o la zona del bazaar.
Altre info utili
Quanto tempo ci vuole per visitarla
Per visitare Stone Town con calma e coglierne davvero l’anima è consigliabile dedicare almeno una giornata intera. Il centro storico è compatto, ma ricchissimo di luoghi d’interesse: tra vicoli labirintici, mercati, palazzi storici, musei, moschee e caffè affacciati sul mare, il tempo scorre veloce.
Metti in conto che per visitare il mercato, tra visita alle bancarelle, confronto dei prodotti e tempo per contrattare ci vogliono almeno 1/2 ore. Poi ovviamente sta a te e a quanto tempo vuoi dedicarle.
Come arrivare
Stone Town si trova sulla costa occidentale di Zanzibar ed è facilmente raggiungibile da qualsiasi località dell’isola. Il modo più comodo è il taxi, ideale soprattutto se si viaggia in gruppo o con bagagli: i tempi di percorrenza variano dai 45 minuti a circa un’ora e mezza, a seconda della zona di partenza.
In alternativa si possono usare i dala dala, i tipici minibus locali: sono molto economici e autentici, ma più lenti e affollati, quindi consigliati a chi ha tempo e spirito di adattamento. Se sei già a Stone Town, puoi raggiungere il centro città anche in tuk-tuk (più economici dei taxi). Un consiglio: ricordati di chiedere sempre il prezzo prima di salite sul taxi/tuk tuk; se vuoi puoi anche contrattare (è sempre consigliato farlo).
Dove mangiare a Stone Town
Per quanto riguarda il cibo, l’offerta di Stone Town è molto ampia e interessante. Si va dai ristoranti più carini del lungomare (alcuni hanno anche un rooftop, ideale per il tramonto) allo street-food passando per ristoranti all’aperto frequentati anche dagli abitanti dell’isola.
In generale, Stone Town offre cucina locale e internazionale per ogni budget, e vale la pena esplorare sia i ristoranti che i mercati di strada per un’esperienza gastronomica completa.
Tra i ristoranti più gettonati:
- Yeoyum: cucina fusion e piatti curati, perfetto per pranzo o cena
- Beach House Zanzibar: menu internazionale con sapori locali e atmosfera rilassata
- Lukmaan Swahili Restaurant: locale frequentato da locali per piatti swahili tradizionali

Claudia Moreschi 

