30 marzo 2012

Affittare appartamenti sulla Rambla di Barcellona

La Rambla di Barcellona, senza dubbio, è uno dei siti più famosi della città ha ispirato molti souvenirs della Città Condal. Per questo è una buona idea cercare appartamenti a Barcellona sulla Rambla se vieni in vacanza nella capitale catalana. Che incontrerai sulla Rambla e nei dintorni? Vediamolo.

Canaletas: la fonte dove si celebrano i trionfi del FC Barcelona sta in mezzo alla Ramblas. La verità è che non è molto grande, nè molto bella e non tiene niente di speciale, però si è convertita in un simbolo del FC Barcelona durante 30 anni. Vedi più informazioni qui.

Perchè si celebrano in Canaletas Barcelona I trionfi del Barça?


Palacio Güell: a 20 metri dalla Rambla, nel Carrer Nou della Rambla, si trova un palazzo, opera del famoso architetto Antoni Gaudí, massimo rappresentante del modernismo catalano. Anche se non è molto famoso, è uno splendore...


Statue umane: sono una delle attrazioni più famose. Le statue umane si sono convertite nel simbolo più emblematico della Rambla. Anche se ci sono da qualche anno, continuano ad essere un opere d`arte che ti faranno ridere e divertire...
Gran Teatro del Liceo di Barcellona: è il teatro in attivo più antico e prestigioso della città, specialmente come teatro d'opera, ed è considerato uno dei più importanti del mondo. Questo teatro, spettacolate all'interno, risale all'anno 1838. 


Pittori y caricaturisti: alla fine della Rambla ci sono numerosi artisti che fannobei diegni su Barcellona, e puoi anche riportarti una caricatura di ricordo!

Vuoi ancora motivi per affittare un appartamento a Barcellona sulla Rambla?¿Aún quiere más razones para alquilar un apartamento en Barcelona en Las Ramblas?

1.  Sta molto vicino Piazza Catalogna e Paseo de Gracia, la via con le case più moderne di Barcelona.
2.  Puoi arrivare al mare camminando 20 minuti dall'inizio della Rambla. Potrai vedere la statua di Colombo.
3.  Ci sono molti ristoranti e locali notturni per chi vuole divertirsi.
4.  Un appartamento sulla Rambla è più economico rispetto ad un hotel
5.  In un appartamento può entrare un gruppo grande di viaggiatori.


Christian Ricci
Guest Blogger

20 marzo 2012

La causa a favore del Serengeti andrà a processo

Ci sono per fortuna buone notizie per quanto riguarda le proteste contro la costruzione della superstrada che dovrebbe attraversare - e così distruggere - il Parco Nazionale del Serengeti, una delle aree naturali  più preziose e importanti al mondo. La Corte di Giustizia dell'Africa Orientale si è infatti pronunciata contro le obiezioni sollevate dal governo tanzaniano e ha stabilito che l'azione legale contro la proposta di creazione di una rotta commerciale nel Serengeti può essere portata a giudizio.
L'azione legale era stata presentata a dicembre 2010 da parte dell'Africa Network for Animal Welfare (ANAW), un'organizzazione no-profit keniota che ha così sfidato il governo tanzaniano e la sua decisione.
Ciò segna un passo molto importante perchè potrebbe interrompere i futuri progetti di costruzione del corridoio commerciale (che potrebbe includere anche una linea ferroviaria) a danno del preziosissimo ecosistema del Serengeti. La causa legale è importante anche perchè è stata iniziata completamente da un'organizzazione locale, non da un governo o un ente internazionale, creata appositamente per trattare questioni del genere e a cui spetta la sentenza.
Per ulteriori informazioni, per sostenere la causa e per fare donazioni cliccate qui.


19 marzo 2012

Roma, la città più bella del mondo

Come giustamente mi ha fatto notare una mia cara amica qualche giorno fa, Roma è la città più bella del mondo. Nessun'altra città al mondo può vantare un pari patrimonio artistico, una storia così ricca e importante come la Città Eterna. Ogni volta che ci torno è una nuova scoperta; giri l'angolo e trovi un bellissimo palazzo, una chiesa, un monumento che non conoscevi. Sia che ci si affidi alla guida sia che ci lasci perdere tra le sue vie e i suoi quartieri il risultato è lo stesso: una continua scoperta.
Così succese che decidi di andare a Roma per visitare un paio di mostre e finisci per vedere e fare tante di quelle cose che arrivi a casa con i piedi gonfi ed esci la mattina con il presupporto di visitare qualcosa in particolare e inveci ti lasci perdere tra le sue strade e piazze e finisci per imbatterti in qualche mostra interessante e quindi a fare tutt'altro.
Questo è quanto è successo a me nel mio ultimo weekend a Roma. Ma del resto Roma ha così tanto da offrire e da mostrare che è inevitabile. Partita per visitare la mostra Lux in arcana ai Musei Capitolini e la mostra dedicata al grande fotografo Steve McCurry al Testaccio, il mio weekend è stato questo anche moltissimo altro. Da Piazza di Spagna e Trinità dei Monti con una sosta rigenerante a Villa Borghese, per poi ammirare la città dall'alto dei Giardini del Pincio, per poi ridiscendere in Piazza del Popolo e da lì puntare verso il Vaticano. Una visita a San Pietro non può mancare, ma anche la tortuosa salita fin sulla vetta del Cupolone (nb: ho salito a piedi i suoi 511 gradini): la vista su Roma è una cosa meravigliosa. E poi - non paga della scarpinata - dirigersi in Campidoglio, passando da Piazzale Venezia, il Vittoriale, godersi la vista sui Fori dal colle del Campidoglio.
Il giorno dopo ci si ritrova a gironzolare fuori dal Quirinale per poi scoprire per caso che al suo interno è allestita un'interessante mostra - per'altro ad ingresso gratuito - "Il Quirinale. Dall'Unità d'Italia ai nostri giorni". E che bello è passeggiare per Piazza Navona tra gli artisti di strada mentre la brezza marina spazza il cielo? E ancora la splendida San Giovanni in Laterano, il Pantheon, la Fontana di Trevi, i mercati di Campo de' Fiori, il ghetto, l'Isola Tiberina e il vivace quartiere di Trastevere. Passeggiare beatamente tra i resti archeologici e le catacombe della via Appia Antica, l'antica strada romana che collegava Roma e Brindisi. E ancora ammirare Roma di notte, percorrere la via dei Fori Imperiali la domenica mattina quando è chiusa al traffico e immaginarsi quanto doveva essere bella Roma all'apice del suo splendore. E poi, e poi... e poi anche una bella pasta alla carbonara, un carciofo o un abbacchio perchè dopo tanto scarpinare viene anche una gran fame.




16 marzo 2012

Viaggio intorno al mondo con gli scatti di Steve McCurry

Viaggio intorno al mondo con gli scatti di Steve McCurry

Paura di volare? A tutto c'è rimedio

L'aerofobia - così viene chiamata la paura di volare (fear of flying) - secondo alcuni studi sembra attanagliare un viaggiatore su due. Dei sondaggi svolti recentemente in Italia tra persone che hanno volato almeno una volta nella vita (il 37% della popolazione italiana), il 33% dichiara di avere paura e il 10% dice di non voler più volare. Se a queste percentuali si aggiungono quelle di chi vola abitualmente ma con difficoltà e di chi teme il volo pur non avendo mai volato, la parte di popolazione che vive l’aereo con più o meno disagio si aggira quindi intorno al 50%.

L'aerofobia (a cui ci si riferisce anche con il termine più desueto di "aviofobia") si manifesta sotto forma di ansia irrazionabile difficilmente gestibile e per questo si classifica a tutti gli effetti nella categoria delle fobie. Essa è comune sia tra chi è costretto a viaggiare spesso (magari per motivi di lavoro) sia tra chi non ha mai volato e si può manifestare secondo diversi livelli di intensità, da lieve disagio a vera e propria crisi d'ansia.

Eppure la probabilità di essere coinvolti in un incidente aereo è remota - si dice sia di una su un milione - cioè è molto più probabile essere coinvolti in un incidente automobilistico lungo il percorso da casa all'aeroporto.

Ma da dove nasce la fobia del volo? Luca Chittaro, docente di interazione uomo-macchina all'Università di Udine, spiega: "Ci sono diversi motivi. Il primo è la familiarità. L'aereo non è assolutamente familiare, a differenza, per esempio, dell'automobile, che prendiamo migliaia di volte all'anno. Ci sono una serie di eventi normali e legati al mezzo che spaventano i passeggeri meno esperti. Il campanello che chiama le hostess, per esempio, spesso genera disagio e paura. Vale lo stesso per le turbolenze. Eppure quando siamo su un autobus, in una strada piena di buche, siamo soggetti a sollecitazioni a volte maggiori. Chi vola di frequente, queste cose le sa. Acquisisce confidenza con il mezzo e ridimensiona la paura. Poi c'è la questione del controllo. Una volta saliti su un aereo si deve rinunciare alla possibilità di avere il controllo del mezzo su cui ci si trova. L'automobile dà invece una sensazione di maggiore controllo. Parlo di sensazione perchè spesso è illusoria: se un tir invade la corsia contromano c'è poco da fare per chi guida. Sull'aereo ci si deve affidare ai piloti professionisti, ai controlli, alle migliaia di ingegneri che ci hanno lavorato. Il problema è che la percezione del rischio entra nella sfera dell'emozione piu' che della razionalità".

Per superare questa fobia si possono praticare tecniche di rilassamento, ad esempio il training autogeno, o frequentare corsi appositi in genere organizzati dalle maggiori compagnie aeree (vedi ad esempio Voglia di volare di Alitalia). Nei corsi si cerca di familiarizzare con l'aereo, si parla con il pilota e si visitano gli hangar per conoscere tutte le misure di sicurezza e si parla con uno psicologo per mettere a fuoco le proprie paure. In rete c'è anche forum sulla paura di volare di www.ilvolo.it, con le esperienze di chi ha convive con questa fobia e le storie di chi ce l'ha fatta a superarle.


15 marzo 2012

La top ten degli aeroporti migliori del mondo

Secondo i clienti di eDreams l'aeroporto migliore del mondo è l'Incheon International Airport, a 70 km da Seoul, nella Corea del Sud. Durante il 2011 è stato chiesto agli utenti di esprimersi sugli aeroporti migliori al  mondo tenendo conto di struttura, servizi, collegamenti con il centro delle città.
L'aeroporto della capitale coreana ha battuto di gran lunga gli altri aeroporti, aggiudicandosi 4,8 punti su 5. Hanno sicuramente contato i servizi efficientissimi, il suo raffinato design e la presenza di un museo, di un spazio dedicato agli eventi e addirittura di un orto botanico. Già nel 2009 la società di ricerca inglese Skytrax aveva assegnato un rating di 5 stelle all'aeroporto.
Il migliore aeroporto europeo (giudicato al 6° posto) sarebbe invece il Franz Josef Strauss di Monaco.
Oltrea Seoul e Monaco nella top ten ci sono gli aeroporti di Singapore, Hong Kong, Bangkok,
Norimberga, Tokyo, Larnaca (Cipro) e Porto.
La domanda a questo punto sorge spontanea: quali sono invece gli aeroporti peggiori? Il Baneasa di Bucarest si aggiudica la maglia nera per il secondo anno consecutivo. I turisti ne parlano in modo molto sprezzante; una recensione lo definisce "Miserabile, miserabile, miserabile. Dai servizi alla pessima disponibilità nei confronti dei viaggiatori, tutto male, dipendenti dell'aeroporto maleducati, tutto pieno di spazzatura, molto vecchio, tutto rotto, sporco, le strutture indecenti."
Viaggiatore avvisato... mezzo salvato.


13 marzo 2012

È online il numero di marzo di Poelela Magazine

È online il numerio di marzo di Poelela Magazine, la rivista mensile dedicata al Mozambico consultabile gratuitamente online.

La rivista nasce dal desiderio di creare un ponte virtuale che colleghi il Mozambico all'Italia attraverso racconti, esperienze, notizie e curiosità.

In questo numero c'è anche anche il mio articolo sul mio recente viaggio in Mozambico!




12 marzo 2012

Destinazione Mozambico del Nord

L'ufficiale che mi sta di fronte mi fa cenno di appoggiare il dito indice. Poi mugugna qualcosa e mi indica lo sgabello dietro di me. Mi siedo, guardo attraverso la web-cam e click, la foto è fatta. La stampa e me la mostra quasi a chiedermi se è di mio gradimento: come visto per il mio passaporto andrà benissimo.
Abbiamo appena lasciato il Malawi e ci troviamo alla frontiera di Milange, nella provincia della Zambesia, Mozambico del nord. Dopo un paio d’ore di attesa burocratica in un ufficio in cui il tasso di umidità è ben al di sopra della nostra soglia di sopportazione, ci vengono finalmente ridati i passaporti: finalmente siamo liberi di entrare in Mozambico! Da adesso in poi basta eredità coloniale inglese, si comincia a parlare portoghese. E tutto appare subito diverso.
La gente mi appare fin da subito un po’ meno cordiale del popolo malawiano, eppure più cosciente delle proprie possibilità, più progredita, più consapevole. Nei villaggi in parecchi sfrecciano fieramente sulle loro motorette Lifo, ci guardano con curiosità quasi a sfidarci, cercano di venderci la loro mercanzia ma cercano anche di guadagnarci qualcosa di più approfittando del fatto che siamo turisti. Il fatto stesso di parlare portoghese, una lingua molto più musicale e calda dell’inglese e di discendenza vicina alla nostra, ce li fa sentire più vicini, più simili a noi. Con loro si parla un misto di portoghese, spagnolo e italiano e comunque ci si capisce. È una sensazione particolare ma piacevole, in Mozambico mi sento molto più “a casa” che in altri paesi africani visti fin’ora.
Anche il paesaggio nel frattempo è cambiato: lungo il percorso ci imbattiamo in numerosi Inselberg, dei massi granitici che svettano nel mezzo della pianura come se fossero stati messi lì per caso. Siamo in viaggio verso la costa: la nostra prima destinazione sarà Ilha de Moçambique, la magica isola decantata da pittori e artisti. Il percorso è però ancora lungo. Le strade sono poche e asfaltate solo in minima parte. Viaggiamo nel rosso acceso della terra mozambicana che si sposa benissimo con l’azzurro intenso del cielo, il bianco candidissimo delle nuvole che sembrano disegnate dalla maestria di un pittore e il verde intenso della vegetazione nella stagione delle piogge. La pioggia ogni tanto ci fa compagnia, petulante e imperterrita, ma quando torna il sole il paesaggio si accende di colori che mai potremmo trovare nella stagione secca.
La prima sosta è a Mocuba, piccola città sperduta in mezzo al nulla che ricorda una città da film western: un’unica strada polverosa (fino a poco tempo fa nemmeno asfaltata) su cui si affaccia qualche pensione, qualche bar, qualche stazione di benzina. Una scelta obbligata quindi, un punto di passaggio obbligato. Ci arriviamo che è sera, per fortuna alla Pensão Cruzeiro, la pensione più accettabile di tutta Mocuba, si sono ricordati della nostra prenotazione. Andiamo a cena in un ristorante lì vicino: per poter mettere qualcosa sotto i denti dobbiamo essere pazienti, molto pazienti. Dopo un paio di ore abbondanti la nostra cena è servita: anche questo è il Mozambico.



Saint Patrick's Day a Dublino

Una delle migliori occasioni per visitare Dublino è sicuramente il 17 marzo, festa di San Patrizio (Saint Patrick's Day, detto anche Paddy Day), patrono d'Irlanda. Le celebrazioni sono incentrate sulle tradizioni irlandesi, tutto all’insegna del verde e del trifoglio, simbolo dell’isola. Secondo la tradizione, infatti, San Patrizio spiegò agli irlandesi pre-cristiani la trinità proprio servendosi di questa pianta a tre foglie.

In tutta l’isola la popolazione festeggia con canti, maschere, sfilate e processioni ma è soprattutto nella capitale che si concentrano i festeggiamenti. A Dublino si svolge infatti il festival più importante, il St Patrick's Festival: nato inizialmente per durare solo una giornata ora copre quasi una settimana di festeggiamenti. Dal 15 al 19 marzo 2012 su Dublino confluiranno non solo irlandesi ma turisti da tutto il mondo e la città si trasformerà in un unico grande palcoscenico animato da artisti di strada, cabarettisti, ballerini, attori teatrali, gruppi di musica irlandese ma anche internazionali.

L’evento più atteso è la sfilata dei carri allegorici del 17 marzo che parte a mezzogiorno da Parnell Square sul lato nord della città, si snoda lungo O'Connell Street (la via principale della città), prosegue oltre la Guglia di Dublino lungo il fiume Liffey fino al Trinity College, prima di dirigersi lungo Dame Street per infine arrivare alla Cattedrale di San Patrizio.

Per avere informazioni dettagliate sulla manifestazione e per il calendario degli eventi vedere il sito ufficiale del festival: www.stpatricksfestival.ie.


06 marzo 2012

XXII Festival Cinema Africano, Asia e America Latina

Il 15 marzo a Milano prende il via la XXII edizione del Festival del Cinema Africano, Asia e America Latina
Appuntamento ormai storico per gli appassionati del cinema del sud del mondo, è l’unico festival in Italia interamente dedicato alla cinematografia e alle culture del sud del mondo. Sono oltre 50 le nazioni rappresentate e circa 80 i film e i video proiettati.
Come di solito ci saranno le due sezioni Concorsi Finestre sul mondo - aperte ai lungometraggi di fiction e ai documentari di Africa, Asia e America Latina  - e due concorsi riservati esclusivamente all’Africa: il Concorso per il Miglior Film Africano e il Concorso per il Miglior Cortometraggi Africano (aperto a fiction e documentari).
Nato nel 1991 come rassegna dedicata inizialmente solo al continente africano e alla sua cultura, il festival è andato poi abbracciando anche altri paesi del sud del mondo. Nel 2003 il Festival del Cinema Africano di Milano ha infatti preso il nome di Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina estendendo la competizione al cinema dei tre continenti. Nell'edizione 2012 sono in programma circa 60 titoli tra film e video. Le proiezioni saranno introdotte da una presentazione del regista e seguite da un incontro-dibattito del regista stesso con il pubblico sulle tematiche sviluppate dal film. Tutti i film sono presentati con traduzione simultanea o sottotitoli in italiano.
Per il programma del festival e tutte le info vedi il sito http://www.festivalcinemaafricano.org.


01 marzo 2012

A Stoccolma, nei luoghi di Millenium

Dopo aver letto la trilogia Millenium di Stieg Larsson e aver visto il film mi è inevitabilmente nata la curiosità di visitare Stoccolma. Vedere le strade dove Lisbeth sfreccia con la sua moto, il quartiere dove si trova la redazione di Millenium, i localini dove Mikael si ferma a mangiare caffè e tramezzini, la zona in cui vivono.
Sulla scia di questa curiosità che ci accomuna in tanti in Svezia hanno pensato bene di creare il “Millenium Tour”. Lo Stadsmuseet, il Museo Civico di Stoccolma, organizza delle visite guidate di un’ora e mezza (in inglese e francese e su richiesta anche in italiano) che porta alla scoperta dei luoghi in cui si svolgono le vicende raccontate nei libri della trilogia e nel film: si passa in rassegna il quartiere Götgatan, dove si trova la redazione dell’immaginaria rivista Millennium, Riddarfjärden dove, a Bellmansgatan 1 si trova l’appartamento del protagonista maschile, Mikael Blomkvist, ‘Kvarnen’, lo storico pub di Södermalm frequentato da Mikael Blomkvist e dallo stesso Stieg Larsson, il lussuoso appartamento di Lisbeth in Fiskargatan 9 con splendida vista su Djurgården e Gamla Stane e altri luoghi legati sia ai romanzi che al film.
È disponibile anche una mappa – acquistabile all’aeroporto di Arlanda o presso l’ufficio del turismo di Stoccolma a Vasagatan o il Museo Civico di Stoccolma – dove sono segnalati tutti i luoghi significativi della città in relazione alle vicende della trilogia.
L'Hotel Berns di Stoccolma offre anche il pacchetto "Scopri Berns Hotel con Lisbeth Salander" che include una notte presso l’hotel (4 stelle, con ottimo bar e ristorante), la mappa Millennium, uno dei libri di Stieg Larsson e un biglietto per il film di David Fincher "Uomini che odiano le donne". Lo Sheraton Stockholm Hotel, ovvero il luogo dove si svolgono gli incontri tra Mikael e Harriet Vagner, propone un "pacchetto Millennium" che comprende un pernottamento con colazione, guida Millennium con relativa cartina e un caffé gratis al Mellqvist kaffebar. Per tutte le informazioni dettagliate sul tour vedere il sito del Museo Civico.
Per la gioia di tutti gli appassionati larssoniani - come me -  per la casa editrice Marsilio è uscita anche  La Stoccolma di Stieg Larsson, una guida ai luoghi della trilogia (80 pagine, 10 euro). Con un’introduzione di Antonio D’Orrico e fotografie di Maki Galimberti, guida il lettore-turista alla scoperta di una Stoccolma inedita seguendo le ambientazioni e le vicende dei protagonisti di Millenium.